Caffè e the: latte o…?

Contessa Lara, in più manuali di galateo ho letto che il caffè si serve in salotto. Fino ad oggi però, anche alla fine di pranzi  privati molto formali, è stato portato a tavola subito dopo il dolce. E’ un errore? Grazie, Federico S.

Gentile Federico, servire il caffè a tavola è un errore. Veniale, ma pur sempre errore. Subito dopo avere portato il  dolce a tavola e stabilito quanti sono gli ospiti che desiderano bere il caffè, l’ospite dovrà suggerire di spostarsi in salotto, dove avrà già predisposto liquori, cioccolattini e biscottini leggeri. Mentre gli ospiti si accomodano, provvederà a preparare o far preparare il caffè, che una volta pronto dovrà essere versato nelle tazzine davanti agli ospiti e non in cucina. Ovviamente, nel caso in cui la tavola da pranzo sia nella stessa stanza del salotto, gli ospiti si limiteranno a spostarsi su divani e poltrone.

Gentile contessa, da un

po’ di tempo ho notato che anche qui in Italia si sta diffondendo l’abitudine di bere il the con il latte invece che con il limone. Ma il latte si versa prima o dopo il the? E il limone deve essere tagliato a fettine o spremuto? Grazie, Silvana M.

Gentile Silvana, in Gran Bretagna non avrebbero dubbi: il latte, freddo ovviamente, deve essere versato dalla lattiera prima del the. Poi, la padrona di casa chiederà anche se è necessario aggiungere zucchero. Per quanto riguarda il limone invece, ovviamente deve essere tagliato in fettine sottili, possibilmente a metà, così da non dare troppo fastidio quando si beve. I purusti ritengono che al the non si debba aggiungere nulla, ma il galateo lascia ampia libertà di scelta ai gusti di ciascuno. L’importante è evitare tassativamente qualunque risucchio mentre lo si beve. Vietatissimo anche soffiare sulla tazza per raffreddarlo: o lo si beve bollente oppure si aspetta un paio di minuti prima di berlo.


Contessa Lara

Contessa Lara è il nom de plume di una gentildonna messinese che non ama mettersi in mostra. Fedele agli insegnamenti della sua gioventù (le signore compaiono sui giornali solo tre volte: quando nascono, quando si sposano e quando muoiono) ha deciso di collaborare con noi, ma con discrezione. Ovviamente abbiamo accettato con gioia, sicuri che la sua competenza sarà un prezioso aiuto per chi già conosce le buone maniere e per chi invece ha ancora molta strada da percorrere sulle impervie vie del saper vivere.

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