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Black Ops 2. Quanto ci manca la Guerra Fredda

Concretizzando alcune voci di corridoio, il trailer ufficiale di Black Ops 2 diffuso in questi giorni ne svela finalmente la data di rilascio, fissata per il 13 novembre di quest’anno, così come il look generale. Aprendo anche, tramite esplicative immagini in-game, un primo spiraglio sugli aspetti salienti che caratterizzeranno questo nuovo capitolo, quali gameplay ed ambientazione. 

Proprio in relazione a questi ultimi, che proiettano il nuovo contesto narrativo in un prossimo futuro ed annunciano un sistema di gioco apparentemente simile a quanto proposto da titoli concorrenti, diverse polemiche stanno già sorgendo nella community dei giocatori. 

Tra i vari Call of Duty pubblicati negli ultimi anni, premettiamo, il precedente Black Ops si è dimostrato forse il più innovativo ed acclamato. Nelle palesi intenzioni del team Treyarch, che esordì con lo sviluppo di un intero episodio appartenente al brand Activision, figurava del resto quella di staccarsi da quanto già realizzato dalla veterana Infinity Ward. Se non proprio in relazione al gameplay, allora collaudato e sostanzialmente unico standard del genere, quantomeno per taglio ed impostazione complessiva. Nel 2010 Black Ops proiettava così la saga bellica per eccellenza nel background della compianta Guerra Fredda, riproponendone le

atmosfere cospirative e spremendo sapientemente gli spunti che tuttora rendono quel capitolo di storia recente scenario ideale per produzioni letterarie e cinematografiche. 

Ne è risultata un’esperienza di gioco per molti versi inedita, segnata da oscure trame dell’intelligence, tecnologie pionieristiche, tensione tangibile (sia quella di fondo, tra i blocchi occidentale e sovietico, che quella personale del protagonista), colpi di scena ed infine dall’eccezionale taglio visivo, più rock che orchestrale, sapientemente mantenuto nel narrare le vicende di un cane sciolto invischiato in operazioni segrete di ogni sorta. Elementi che, naturalmente, molti appassionati speravano di ritrovare in un seguito. 

Così non è stato. 

Tuttavia, seppur deludente in termini di aspettativa, non dimentichiamo che del secondo episodio di questo filone al momento ci è concesso visionare solo un primo limitato video di lancio. Okay, certi punti non lasciano spazio ad interpretazioni arbitrarie: il contesto avveniristico ha definitivamente soppiantato gli anni Sessanta, le meccaniche di gioco non presentano grandi novità, salvo probabili implementazioni ispirate dalla concorrenza e l’aspetto complessivo sembra aver tradito l’ispirazione del capitolo precedente, non aggiungendo tra l’altro niente di nuovo all’attuale panorama videoludico. Ma ogni polemica riguardante Black Ops 2, oggi, è comunque sterile. Se non fino alla pubblicazione del gioco, quando potremo effettivamente valutarne la sostanza, con la divulgazione di ulteriori dettagli.