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Barcellona PG, la storia professionale di Antonino Sottile in “Pizza in the world talent story”

La storia professionale del trentenne barcellonese Antonino Sottile sarà pubblicata nel libro ” Pizza in the world talent story”. Nel libro, i pizzaioli d’eccellenza, gli artisti della pizza si raccontano attraverso le loro storie. Al mondo gastronomico Antonino si appassiona grazie all’influenza di sua madre e sua nonna, con le quali già da piccolo si divertiva a preparare deliziosi pasti. Il suo piatto preferito è sempre stato la pizza, per questo motivo, decide d’imparare l’arte del pizzaiolo a soli 13 anni. Giovanissimo trova lavoro come aiutante pizzeria in un noto locale barcellonese, dove gli vengono assegnate le mansioni di preparazione del servizio e di consegna delle pizze a domicilio. Durante i primi tempi in pizzeria, cresce in Antonino la voglia di preparare la sua prima pizza, ogni sera quando può, si ferma ad osservare i movimenti del pizzaiolo, tant’è che il pizzaiolo decide di premiare i suoi sforzi, facendogli preparare la sua prima pizza a fine serata: un momento indimenticabile per il giovane, che da quel momento non ha più staccato le mani dalla farina.  Nel 2009 partecipa ad un campionato a Campobasso organizzato dal “Mulino Caputo”con 600 partecipanti, classificandosi 18° nella pizza classica e 4° nella pizza napoletana, le più grandi soddisfazioni però le ottiene in pizzeria soddisfacendo i propri clienti. Oggi Antonino lavora alla pizzeria “Il Torchio”, a Milazzo, dove svolge il ruolo di primo pizzaiolo, Grazie alla sua crescita professionale, ai suoi studi, alle ricerche ed alle prove fatte, Antonino ha elaborato una sua idea di pizza. È un sostenitore della teoria di Masaru Emoto, secondo cui l’acqua ha una sua memoria ed interagisce con le emozioni ed i sentimenti, pertanto sostiene che “un impasto percepisce le emozioni che il pizzaiolo impiega nel prepararlo”. Antonino prepara un impasto diretto con un’idratazione tra il 60 ed il 70%, utilizza farine poco raffinate con un indice di capacità panificabile che varia dai 320 ai 400W, inoltre prepara anche impasti alternativi come quello ai 5 cereali, integrale, kamut, canapa e senza glutine. Il ventiduenne barcellonese ritiene che l’impasto “abbia bisogno di più fasi di riposo”. L’impasto lo fa riposare nell’impastatrice per 15 minuti circa, dopodiché lo lascia in massa sul banco a riposare per circa 6 ore, per poi riporlo in frigo ad una temperatura di 6°C per 24 ore. Successivamente lo lascia un po’ a temperatura ambiente e procede con lo staglio, ottenendo i panetti che fa riposare prima a temperatura ambiente per 6 ore e poi fa maturare di nuovo in frigo per 24/48 ore, infine le tira fuori 3 ore prima del servizio, a questo punto la pasta è perfetta per essere lavorata, farcita e cotta. Il giovane barcellonese lavora con umiltà e passione per migliorare se stesso ed il suo prodotto, offrendo ai suoi clienti sempre il meglio, egli però ha un sogno nel cassetto, aprire una piccola catena di pizzerie che porti il nome della sua Barcellona Pozzo di Gotto in giro per l’Italia.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.