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#Barcellona. Incarichi legali a Palazzo Longano, duro attacco di Sottile

Giuseppe Sottile
Giuseppe Sottile

Continua a tenere banco a Barcellona Pozzo di Gotto la mancata condivisione in I Commissione tra maggioranza e opposizione di una sola proposta di regolamento per l’affidamento degli incarichi legali.

Secondo indiscrezioni, la mancata condivisione sarebbe sulla rotazione per gli incarichi di valore limitato e sulla valutazione della incompatibilità. Sulla questione è intervenuto sulle pagine di Sicilians l’avvocato Giuseppe Sottile, ex consigliere comunale, tra i primi nella passata amministrazione Collica a chiedere la regolamentazione per l’affidamento degli incarichi legali.

Secondo quanto trapela da Palazzo Longano, sul regolamento per l’affidamento degli incarichi legali non ci sarebbe un parere condiviso. Era prevedibile che non si raggiungesse l’accordo? “Era assolutamente prevedibile che non si raggiungesse un accordo. Sin dal primo momento il sindaco Roberto Materia si è dimostrato refrattario a qualsiasi forma di regolamentazione che gli legasse le mani e limitasse la sua totale discrezionalità nella gestione del cospicuo capitolo degli incarichi legali. Quest’amministrazione, come in parte anche quella precedente, si è trincerata dietro il paravento della fiduciarietà degli incarichi, senza tuttavia prendere in considerazione che è proprio questa a consentire un’autoregolamentazione per garantire trasparenza, competenza e legalità. Quelli cioè che dovrebbero essere i principi guida di chi gestisce la cosa pubblica. Invece, mentre il regolamento presentato dall’odierna opposizione, scaturito e redatto anche con il contributo di una mozione presentata nella IV Commissione da me allora presieduta, prevedeva come principio cardine (anche se lo si sarebbe dovuto definire meglio) la rotazione degli incarichi, in quello dell’attuale maggioranza non si fa alcun riferimento a ciò. Aria fritta insomma: se non c’è rotazione che senso ha parlare di regolamentazione? Era chiaro pertanto che nessun accordo poteva essere trovato”.

La rotazione dunque potrebbe essere l’unico strumento? “Come ho già detto, non ha senso parlare di regolamentazione se non si prevede la rotazione degli incarichi. Rotazione da effettuare all’interno di sezioni specialistiche alle quali i legali potrebbero iscriversi previa presentazione di un curriculum, onde valutare i requisiti compatibili con l’iscrizione richiesta, garantendo con ciò un più elevato grado di competenza rispetto a quello attuale. E’ evidente, infatti, scorrendo l’elenco, come siano stati conferiti incarichi di diritto amministrativo a colleghi penalisti o incarichi penali ad avvocati civilisti e viceversa. Non sembra insomma che i criteri di scelta abbiamo molto a che vedere con la competenza! In ogni caso, quel regolamento prevedeva una valvola di sicurezza in caso di questioni particolarmente delicate, nel qual caso si lasciava ampia discrezionalità all’amministrazione di ricorrere a professionisti affermati in quel determinato settore”.

E per quanto concerne il ruolo dell’Avvocatura“Durante la precedente amministrazione in più occasioni era stato coinvolto l’Ordine degli Avvocati. L’avvocato Corrado Correnti era stato sentito sia in IV Commissione che in diversi incontri informali alla presenza dell’assessore Bongiovanni, dimostrandosi assolutamente d’accordo a una regolamentazione che prevedesse appunto la rotazione. E ci sono i verbali della commissione a testimoniarlo. Addirittura, l’avvocato Correnti concordava con me sull’idea di consentire l’iscrizione all’albo del Comune soltanto agli avvocati dell’Ordine di Barcellona PG, che da solo ne conta oltre 800. Ma sul punto l’assessore Bongiovanni non era assolutamente d’accordo e infatti non fu inserito nella bozza da lui predisposta. Allora si era pensato a un emendamento in occasione della votazione in Aula. Ora invece, nonostante alcuni mesi or sono io abbia presentato una precisa richiesta all’Ordine degli Avvocati affinché prendesse una posizione anche sulle dichiarazioni del sindaco, che più volte ha asserito pubblicamente di averne il sostegno, finora non è pervenuta alcuna risposta. A tal proposito, mi spiace dirlo ma, senza nulla togliere alla sua riconosciuta professionalità, ritengo assolutamente inopportuno il fatto che in questo momento il presidente del Consiglio dell’Ordine abbia accettato un incarico legale affidatogli dal sindaco”.

Durante l’Amministrazione Collica spesso si è parlato di regolamentare l’affidamento degli incarichi, ma il discorso si chiuse all’atto della sfiducia. Adesso con Materia non si riesce a trovare l’intesa. Perché secondo lei? “In realtà, durante l’amministrazione Collica fu proprio la mozione presentata dal sottoscritto in IV Commissione e di seguito approvata in Consiglio comunale con ampia maggioranza (e, mi verrebbe da dire, dalla stessa maggioranza che oggi lo osteggia) a dare la stura alla predisposizione del regolamento. Regolamento che peraltro si voleva molto più incisivo e vincolante di quanto avrebbe voluto (e per ovvie ragioni) l’assessore Bongiovanni, il quale, rammento benissimo, ma lo testimoniano i verbali, era comunque contrario a qualsiasi forma di automatismo. Sono contento che adesso abbia cambiato idea. Divergenze a parte, si era comunque concordi sul fatto che la materia dovesse essere regolamentata. Anzi, come ho già avuto occasione di dire in diverse occasioni, quello sugli incarichi legali fu forse l’unico caso in cui vi fu una qualche forma di collaborazione tra Giunta e Consiglio”.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.