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Aspettando Mass Effect 3 – seconda parte

Mass Effect 2. Quando il gioco si fa duro.

Concludiamo questa sintetica retrospettiva dedicata alla saga fantascientifica targata BioWare riesumando le emozioni del secondo capitolo. Il countdown per l’atteso epilogo si avvicina alle battute finali ed un ripasso non guasta mai. 

MASS EFFECT 2 

Genere: Action, GdR 

Sviluppatore: BioWare 

Piattaforma: PC, Xbox360, PS3 

Lingua: testi e doppiaggio in italiano 

Giocatori: 1 

Anno: 2010 

La storia… continua.

Il filo narrativo riprende da dove l’avevamo lasciato, catapultandoci nelle settimane che seguono l’epico scontro finale del primo Mass Effect.

La vittoria sulla Sovereign, implacabile apripista dei Razziatori, è un ricordo vivo. Così come lo è, nostro malgrado, la minaccia costituita ancora dalle titaniche macchine senzienti votate all’estinzione di ogni forma di vita organica presente nella galassia. 

Indossati nuovamente i panni del comandante Shepard calchiamo il familiare ponte di comando della Normandy. La nostra unità, completa del fidato equipaggio, è attualmente impegnata nel setaccio dei quadranti stellari in cui si nascondono le ultime cellule Geth a piede libero.

L’improvviso attacco di un’imponente nave aliena non identificata ci coglie però di sorpresa, ponendo tragicamente fine alla missione.

Nella drammatica sequenza d’apertura qualcuno riesce a raggiungere le capsule di salvataggio. Noi no. Investiti dal fragore delle esplosioni non ci resta quindi che dire addio allo scintillante scafo della Normandy ed alla nostra stessa vita. 

Mass Effect 2 inizia così. 

A tutto c’è rimedio. E fortuna vuole che un’organizzazione dalle risorse apparentemente illimitate si impegni nel Progetto Lazarus, ambizioso programma scientifico che in due anni rimette in piedi il nostro eroe. Pertanto, in barba ai misteriosi assassini (ed ai detrattori della ricerca genetica) Shepard rientra in gioco.

Senza nascondere un certo sollievo, anche noi con lui. 

A presentarci il conto però è la Cerberus, potente corporazione umana osteggiata tanto dalle istituzioni aliene quanto da quelle terrestri.

Di buono c’è che, al contrario del Consiglio e dell’Alleanza dei Sistemi, la Cerberus non prende alla leggera la crescente serie di sparizioni che investe da tempo intere colonie di nostri simili. Rapimenti di massa sui quali decide di avviare un’approfondita indagine autonoma, affidandola appunto all’eroe terrestre che in passato ha saputo respingere il peggiore dei nemici. Del resto non è da sottovalutare l’eventualità che dietro questi attacchi si celi proprio lo zampino dei Razziatori.

Messi al corrente di quanto accaduto durante la nostra convalescenza, accettiamo il comando dell’operazione privata. Mantenendo tuttavia una doverosa punta di diffidenza nei confronti dell’oscura organizzazione, il cui nobile intento di tutelare gli interessi del genere umano non risulta del tutto limpido. 

Al comando della Normandy SR2, l’avanzata versione Cerberus della compianta Normandy SR1, inizia finalmente la nostra avventura. 

Non senza difficoltà riusciremo ad identificare nei Collettori, esseri blattiformi provenienti dai recessi della Via Lattea, i responsabili delle sparizioni (e

guarda caso anche dell’attacco che ci ha spedito all’altro mondo). Rimarrà dunque da svelare il mistero più inquietante: lo scopo dei rapimenti. 

La risposta potrebbe risiedere oltre il temuto Portale Omega 4, unico accesso al remoto quadrante galattico che ospita la roccaforte degli insettoni. Una sorta di varco infernale dal quale nessuna astronave ha mai fatto ritorno.

Coraggio ed istinti suicidi non ci mancano, pertanto accetteremo la sfida.

Ma -e qui arriva il bello- non prima di esserci adeguatamente preparati, reclutando di sistema in sistema (e di quest in quest) la migliore squadra d’assalto che l’universo abbia mai visto. 

Il gioco.

Forte del solido scenario costruito ad arte nel primo episodio, Mass Effect 2 coglie lo spunto per esprimerne pienamente le potenzialità immersive. E ci riesce perfettamente, agendo in primo luogo sull’impianto narrativo.

Elemento del gameplay ulteriormente rifinito, tanto nello spessore dei dialoghi quanto nel coinvolgimento emotivo verso le vicende dei nostri compagni di viaggio, la nuova storyline si addentra sapientemente nelle pieghe del vasto e dettagliato universo di gioco, affrontandone i risvolti narrativi con taglio decisamente più maturo. 

Parallelamente alla trama condizionata da ogni nostra scelta morale o strategica, corrono i binari del comparto esplorativo e del battle system, profondamente rinnovati in funzione di un’esperienza videoludica intenzionalmente votata al dinamismo.

Proprio in relazione al dinamismo complessivo, risulta anche evidente un ribilanciamento dei generi Action e GdR. L’eliminazione di alcune componenti prettamente ruolistiche manifesta infatti una netta virata in direzione del primo. 

La struttura esplorativa si compone di sessioni principali dal level design sorprendentemente migliorato, tanto nell’architettura quanto nella varietà estetica. Mantenute le meccaniche di spostamento ed il party a tre, a beneficiare del magistrale lavoro svolto da BioWare è sostanzialmente l’approccio agli ambienti, nel quale godremo di maggiore libertà.

Assistiamo invece ad un radicale cambio di direzione per quanto concerne l’esplorazione planetaria, vero tallone d’Achille del capitolo precedente. Eliminato del tutto il mezzo da ricognizione, questa volta disponiamo di un sofisticato sistema di scansione del suolo alieno, comoda dotazione strumentale della nostra seconda nave. Tali sessioni, che rendono l’oculata gestione di apparecchiature e risorse una sfida alternativa piuttosto stimolante (e certamente riuscita) si inseriscono in modo determinante nel gameplay complessivo, essendo legate alla realizzazione di vari progetti volti a potenziare il nostro equipaggiamento.

Ovviamente, in caso di anomalie o altri validi pretesti offerti dalla scansione strumentale, avremo occasione di sbarcare su diversi pianeti, dove non poche missioni secondarie (coerentemente integrate nel background narrativo) attendono di essere affrontate in modo convenzionale. 

Infine, grazie ad un battle system snellito e proiettato nel rinnovato level design delle spettacolari ambientazioni, l’esperienza di gioco riesce finalmente ad esprimere il pieno potenziale adrenalinico degli scontri. Dimostrazione concreta della svolta Action presa dalla saga in questo secondo capitolo. 

Veste grafica, animazioni, regia e comparto sonoro lasciano ancora una volta a bocca spalancata, aumentando in maniera esponenziale il coinvolgimento emotivo offerto dalla nuova, sconfinata quanto densa, esperienza di gioco.