Angela Manca: “Indignata per il comportamento della Procura di Viterbo”

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Angela Manca con il figlio Attilio

“Sono indignata, delusa, amareggiata, stupita da quanto ho visto nella conferenza stampa del Procuratore Capo Pazienti e del Pubblico Ministero Petroselli”. Va dritta al punto Angela Manca, la madre dell’urologo barcellonese assassinato dalla mafia, che insieme al marito Gino e a Gianluca, l’altro figlio, da otto anni lotta senza tregua per ottenere giustizia e perché si faccia chiarezza sulla morte di suo figlio Attilio. 

“Non sembravano due magistrati -continua- sembrava di essere in un’osteria, con risatine e ammiccamenti vari. Quasi che sul banco degli imputati ci fosse mio figlio e non chi l’ha ucciso”. 

Lei ha scritto che durante la conferenza stampa ad un certo punto arriva un messaggio che sembra indirizzare le dichiarazioni. “Infatti. Mentre si parlava dei rapporti tra Attilio e suo cugino Ugo, ad un certo punto è arrivato un sms sul cellulare di Pazienti, che subito dopo ha detto che Attilio e Ugo si volevano bene! Figurarsi: è evidente che sono dichiarazioni pilotate, perché non era assolutamente così”. 

Lei e la sua famiglia avete giudicato inaccettabile nei vostri confronti il comportamento dei due magistrati. “Ovviamente. Pensi che

ad un certo punto, facendo riferimento al buco che si è creato nell’appartamento di Attilio a Viterbo, Pazienti ha detto che da questo momento in poi ogni volta che andrà a di amici starà bene attento a guardare il pavimento. Eppure c’è un magistrato come Clementina Forleo che mi ha scritto nella pagina di face book che non capisce come mai si esclude la pista mafiosa e che l’Italia onesta è con noi”. 

Lei è molto dura nei confronti di Pazienti e Petroselli. “Certo. Dal mio punto di vista con quelle risatine e con quei gesti che tutti possono vedere nel video della conferenza stampa, hanno dimostrato poca serietà. Non capiscono che noi abbiamo subito un lutto grave, abbiamo perso un figlio e che per di più tutti hanno perso un medico di grande valore. Le istituzioni dovrebbero tutelare il diritto dei cittadini alla giustizia e non comportarsi come la Procura di Viterbo ha fatto con noi. Invece, ascoltando la loro conferenza stampa sembra quasi che Attilio fosse quello da buttare e che Ugo sia un santo. Adesso lui sta raccontando la sua versione alla troupe di “Chi l’ha visto?”. Ma io e la mi famiglia non ci arrenderemo e la verità salterà fuori”.

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