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Warm bodies

Warm bodies

Paese: U.S.A.

Genere: Horror /commedia sentimentale

Durata: 98 minuti

Regia: Jonathan Levine

In arrivo il tanto atteso (o temuto?) “Warm bodies”, probabile capostipite di una nuova saga horror sentimentale per teenager, a prendere il posto, nei cuori dei (e soprattutto delle) giovani, di “Twilight”.

Un virus ha decimato la popolazione del pianeta, trasformando quasi tutti in orribili mostri cannibali. I sopravvissuti sono relegati in zone sicure, gabbie né più né meno, in cui i mostri non arrivano ma che li tengono separati dal resto del mondo. Quando un gruppo di uomini in cerca di cibo si imbatte in un branco di zombi, uno di loro, R, nota Julie, e invece di seguire l’istinto e usarla come colazione, la salva dagli altri.

Con il passare del tempo quello che prova per Julie non solo si rafforza, ma R comincia a pensare che il suo rapporto con Julie possa essere qualcosa di più, forse addirittura la chiave per il futuro di umani e zombie. Purtroppo il padre di Julie non la pensa così ed è a capo di un grosso esercito volto a distruggere gli zombi una volta per sempre e dall’altra

parte della barricata, i terribili “Ossuti” la pensano come lui, solo a parti invertite…

Massacrare dei classici del genere horror sta diventando una moda, ormai chi scrive è in fervente attesa di saghe simili anche su Frankenstein e sulla creatura della Laguna Nera, però è da notare che con la pratica i risultati vanno affinandosi. Si tratta sempre di una commedia romantica per teenager, magari anche un filino Emo, però siamo già ad un livello superiore del pasticcio su pellicola nato dai libri della Mayer.

L’assurdità di una tale trama di base è mediata dal ricorso all’ironia e ad un humor nero davvero niente male che stempera i toni altrimenti strazianti del film. Molto vicino, almeno in quanto a leggerezza e gore, al piccolo capolavoro di Ruben Fleischer “Benvenuti a Zombieland”, “Warm bodies” potrebbe perfino sorprendere quella parte del pubblico che si siede in poltrona con le idee già chiare sul film ancora prima che le luci di sala si spengano.

Ha degli ampi margini di miglioramento, questo è certo (la variazione di tono tra la prima e la seconda parte del film è ancora troppo netta), ma non sarebbe una cattiva idea dargli perlomeno una possibilità. (S)Consigliato a chi si aspetta una versione truculenta di “Twilight”.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.