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Voglia di differenziata

L’imprenditore Marcello De Vincenzo

Messina ha voglia di riciclare. Mentre l’ATO3 sembra continuare ad ignorare i vantaggi della raccolta differenziata e Messinambiente muore dalla voglia di farla ma non ha i mezzi, la Cooperativa Rete Abile ha quasi raddoppiato il numero di adesioni. Dai 350 iscritti registrati a metà giugno adesso si è arrivati a superare i 640 e oltre al centro di via San Cosimo, una traversa della via La Farina, entro pochi mesi se ne apriranno altri tre. Due rispettivamente nella zona Nord e nella zona Sud della città e un altro a Villafranca Tirrena. Una soddisfazione non da poco per chi ha creato questa iniziativa, Marcello De Vincenzo, visto che il principio è che sono gli utenti a portare il materiale da riciclare e non il contrario.

Una scommessa che si è dimostrata subito vincente, quando il centro di raccolta ha aperto i battenti a metà aprile. Pochissima pubblicità, qualche volantino e il passaparola in città. Il resto lo ha fatto la voglia dei messinesi di riciclare tutto ciò che è possibile, a dispetto delle campane e dei cassonetti destinati alla differenziata perennemente intasati e del discutibile funzionamento dei centri dell’ATO 3, lasciati in balia della buona volontà degli utenti.

“Tutti i giorni -racconta De Vincenzo, 45 anni, impegnato da tempo nel settore del riciclo e del recupero rifiuti- constatiamo con mano l’impegno delle persone. Pensavamo di poter chiudere almeno una settimana in agosto, ma l’affluenza è stata tale che non lo abbiamo potuto fare e siamo rimasti aperti senza sospendere la raccolta neanche per 24 ore. Una delle maggiori soddisfazioni è vedere chi arriva anche dai villaggi vicini, perfino da Torre Faro, anche solo con due buste di materiale da riciclare.

Questa iniziativa è la prova concreta che i messinesi vogliono la differenziata. La verità è che farlo non è semplice e che le isole ecologiche dell’ATO3 funzionano poco e male. E ci tengo a sottolineare che qui a Messina ho fatto tutto da solo perché nessun ente mi ha aiutato. Invece a Villafranca Tirrena l’ATO2 si è messa completamente a disposizione perché ha compreso il valore di un’iniziativa come questa. Riciclare più rifiuti possibile è indispensabile, se non vogliamo che il pianeta soccomba: dobbiamo pensare al futuro dei nostri figli. E poi c’è un aspetto occupazione e sociale che non si deve trascurare. Se si riuscisse a mettere in piedi una filiera completa che preveda anche la lavorazione dei rifiuti che raccogliamo, nella sola Messina potremmo creare almeno 200 posti di lavoro. In una fase difficile dal punto di vista economico come quella attuale non mi sembra poco. E ci tengo a sottolineare che dei cinque posti di lavoro attivati dalla nostra cooperativa negli ultimi mesi, uno è stato riservato ad un disabile. Anche questo è un aspetto importante sul quale bisognerebbe riflettere maggiormente”.

Lattine compresse e pronte per essere recuperate

Riciclare non è difficile e il personale della coop dà tutte le indicazioni necessarie per recuperare più materiale possibile. Una volta compreso come suddividere i rifiuti a casa, è sufficiente portarli alla sede di via San Cosimo. Qui il materiale è pesato e i dati sono trasferiti su una carta magnetica personale. Si contano anche i grammi e un chilo di materiale vale un punto. Dai 300 punti in su si ha diritto a piccoli buoni da spendere presso esercizi commerciali convenzionati. Attualmente la raccolta del vetro non è ancora stata attivata, ma è già attiva quella di carta e cartone, plastica, acciaio, alluminio, polistirolo e ferro.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.