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#Vittoria. Sequestrati beni per oltre 7 milioni a Giacomo Consalvo

Questura Ragusa PoliziaSequestrati beni per un valore di oltre sette milioni di euro a Giacomo Consalvo, il sessantenne è ritenuto contiguo al clan mafioso Dominante aderente alla Stidda, che opera nel comprensorio di Vittoria.

Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dalla Sezione Penale Tribunale di Ragusa, in accoglimento di una proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della DIA Nunzio Antonio Ferla.
Consalvo, già sorvegliato speciale  con obbligo di soggiorno, titolare di una ditta di imballaggi per prodotti ortofrutticoli, era stato tratto in arresto, insieme ai figli Giovanni e Michael, lo scorso mese di settembre dalla Polizia di Stato di Ragusa, in esecuzione di una corposa ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito dell’Operazione BOX, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, con l’accusa di avere imposto alle ditte del mercato ortofrutticolo di Vittoria l’acquisto di cassette e prodotti per l’imballaggio presso le proprie aziende, con l’aggravante del metodo mafioso per essersi avvalsi della forza dell’intimidazione derivante dalla contiguità al clan Dominante.

questura-ragusa-poliziaIl sessantenne, nel novembre del 1994 è stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione Squalo. “Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Bruno e Silvio Carbonaro, da cui scaturì la predetta ordinanza,- si legge in una nota della Direzione Investigativa Antimafia di Catania –  collocarono il Consalvo all’interno del clan mafioso vittoriese subito dopo la frattura tra i Dominante e i Carbonaro, inizialmente con l’incarico di gestire, per conto dell’organizzazione mafiosa, il traffico di sostanze stupefacenti, anche in considerazione della detenzione di coloro i quali trafficavano in stupefacenti per conto del clan. Lo stesso è stato nuovamente tratto in arresto agli inizi del 1999 a seguito dei provvedimenti scaturiti subito dopo la cosiddetta strage di Vittoria, in quanto indagato per associazione mafiosa, e ancora nello stesso anno in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ( Operazione Tramonto) in quanto ritenuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”.
I recenti approfondimenti investigativi hanno mostrato la situazione di grande criticità nella gestione e nel funzionamento del mercato ortofrutticolo di Vittoria, fortemente condizionato dall’imposizione di beni, merci e servizi riconducibili a soggetti appartenenti agli ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso, a danno della libera concorrenza e della sana imprenditoria.
“La ricostruzione del profilo criminale di Consalvo – spiegano dalla DIA – insieme agli approfonditi accertamenti patrimoniali, estesi anche al suo nucleo familiare, hanno consentito di acclarare l’assenza di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti”.

Tale complessa attività investigativa è stata condivisa dalla Sezione Penale del Tribunale di Ragusa che ha disposto l’emanazione del provvedimento.

 I beni sottoposti a sequestro, riconducibili a vario titolo anche attraverso l’intestazione a congiunti a Consalvo, consistono in quattro aziende, attive nell’indotto del mercato ortofrutticolo di Vittoria nella commercializzazione di materie plastiche e contenitori per l’imballaggio di prodotti ortofrutticoli, villette, appartamenti con annessi posti auto e terreni agricoli a Vittoria e nella frazione marinara di Scoglitti, autoveicoli e motocicli, nonché numerose disponibilità bancarie e finanziarie ancora in corso di quantificazione.