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Visti dall’albero. L’assessore Daniele Ialacqua

L'assessore Daniele Ialacqua durante una marcia di protesta di alcuni anni fa
L’assessore Daniele Ialacqua durante una marcia di protesta di alcuni anni fa

L’assessore Daniele Ialacqua ha un fratello gemello  che si è sostituito a lui. Si tratta sicuramente di gemelli omozigoti, identici come due gocce d’acqua  e, quel che appare  agghiacciante, lo imita in maniera perfetta.

Al punto che neanche i familiari, gli amici e i suoi più stretti collaboratori si sono accorti della sostituzione.  Siamo molto preoccupati per la sorte di Daniele Ialacqua.

Naturalmente non abbiamo alcuna prova di quanto affermiamo. Quello che vi confidiamo è solo un tremendo sospetto, ma ci sembra l’unico modo possibile per spiegare come il nostro assessore all’Ambiente, storico e inflessibile ambientalista cittadino, convinto e tenace sostenitore di tutte le cause ambientali, strenuo difensore della salute dei cittadini, promotore e sempre in prima fila in tutte le manifestazioni (non a caso la foto scelta è quella del suo profilo facebook), a partire proprio da quelle che riguardavano la discarica di Pace più volte definita dal Nostro bomba ecologica,  abbia potuto sostenerne la riapertura.

Ma facciamo un passo indietro. Era il 21 aprile 2014, vigilia di Pasqua,  quando il sindaco Accorinti emise un’ordinanza per autorizzare  MessinAmbiente a  scaricare i rifiuti a terra nella discarica di Pace. Scoppia la polemica. WWF, Verdi di Messina, associazioni e singoli ambientalisti  protestano vibratamente, soprattutto sono colti di sorpresa dal sindaco  ambientalista, da cui non si aspettavano questo  provvedimento, che giudicano  in continuità con le Giunte precedenti.

L’area, nonostante nei verbali delle ispezioni di Provincia, ARPA e ASP 5 sia messo nero su bianco che il sito non è a norma e prescrivano  interventi da parte del Comune, interventi solo parzialmente effettuati, continua a essere utilizzata. Il 17 settembre scorso il sindaco emette un’altra ordinanza, che proroga di sei mesi l’utilizzo della discarica.

Intanto è notizia di pochi giorni fa che gli Enti di controllo, effettuato l’ultimo sopralluogo, abbiano reiterato la propria posizione, ribadendo che “non essendo state ottemperate le prescrizioni sindacali riportate nell’Ordinanza Sindacale del 17 settembre” la gestione dei rifiuti “viene effettuata in difformità ai principi dell’art. 178 del Decreto Legislativo 152 del 2006, con pregiudizio dell’ambiente (aria – acqua – suolo) e potenziale pericolo per la salute” e “non appaiono rispettate le condizioni minime di sicurezza allo svolgimento delle attività.”

Sì, la sostituzione della persona dell’assessore Ialacqua ci sembra proprio l’unica possibilità. Se così non fosse,  dovremmo pensare  che i decenni di battaglie ambientaliste  siano stati dopo pochi mesi dimenticati da Daniele Ialacqua.

Certo, qualcuno sostiene che quando si amministra non si possa dire sempre no ma si debbano anche dare risposte e che la realtà si imponga, sacrificando in parte la purezza delle idee  e l’intransigenza delle posizioni. Ma noi non siamo qui per giudicare, il nostro compito è solo quello di raccontare e  spendere qualche parola, tra il serio e il faceto, su quel che accade in città.

di Cosimo Piovasco di Rondò