Visti dall’albero. Conti Nibali, Accorinti: “La colpa è della stampa”

Elio Conti Nibali
Elio Conti Nibali

Scopriamo non senza stupore che Elio Conti Nibali, probabilmente a sua insaputa, è un esperto di politiche del mare.

Non ce ne voglia Conti Nibali (che ieri ha fatto un passo indietro rispetto all’entrata nella Giunta dell’amministrazione Accorinti), ma siamo propensi a pensare che il suo rapporto col mare, oltre che da bagnante e, non sappiamo, se da velista diportista, si sia fermato alla consulenza professionale a qualche marinaio, capitano di lungo corso e armatore.

A far diventare Conti Nibali, che esperto dell’amministrazione lo è già, ma per materie più attinenti alla propria attività professionale, è stato il sindaco Renato Accorinti.

Che stamane, rispondendo in conferenza stampa alla domanda se Conti Nibali avesse competenze nelle materia che costituivano le deleghe dell’assessore dimissionario Filippo Cucinotta, ha risposto senza esitazione: “certamente sì”.

Abbiamo iniziato con Conti Nibali perché la conferenza stampa convocata dal sindaco stamattina avrebbe dovuto presentare il nuovo assessore alle Politiche del mare, Patrimonio e altro, prima che lo stesso rinunciasse pubblicamente all’incarico. I fatti sono noti, per essere stati ampiamente riportati dalla stampa cittadina.

Sono stati giorni in cui lo scontro tra le anime del movimento che ha sostenuto Accorinti, Cambiamo Messina dal Basso, è stato ampio e senza esclusione di colpi. L’ala più oltranzista si è scatenata sui social con critiche aperte e pesanti nei confronti di Accorinti reo, a detta degli esponenti più in vista di quello che rimane di CMdB, di non aver accettato il confronto con il movimento per l’individuazione del nuovo assessore.

I cambiatori, in sostanza, rimproveravano al sindaco il metodo adottato in questa circostanza e in altre precedenti, che non tenendo nella dovuta considerazione il movimento ha presentato il nome scelto dal primo cittadino. I più audaci, o sinceri, o meno politici tra i cambisti si sono spinti oltre contestando a Conti Nibali un passato giovanile nel FUAN, l’essere un uomo di destra nonché il cognato di Silvana Mondello, Capo di Gabinetto del sindaco e cugina del vicesindaco Guido Signorino, lasciando intravedere un intreccio parentale ben definito.

La stampa, preso atto dei fatti, con sfumature e accenti diversi ha rimarcato oltre a questi elementi una considerazione più spiccatamente politica che vede la presenza di Conti Nibali (insieme a Signorino e agli assessori  Nino Mantineo e Gaetano Cacciola provenienti da Indietro non si torna, braccio politico guidato dal ginecologo Rosario D’Anna e dallo stesso Conti Nibali) nella Piccola Comunità Nuovi Orizzonti.

A guidarla spiritualmente e forse anche politicamente è da quarant’anni il gesuita Felice Scalia. Di fatto, si è trattato di uno scontro politico tra le due anime dei sostenitori di Accorinti (gli Scalia boys e CMdB). Niente di nuovo o di strano. Il sindaco, chiaramente in difficoltà e giocando in difesa, ha negato qualsiasi scontro interno, attribuendo alla stampa e ai social network la responsabilità della rinuncia di Conti Nibali.

Rifiutandosi peraltro di rispondere a quanti tra i giornalisti presenti alla conferenza stampa gli hanno ricordato che lo scontro era stato portato nelle piazze virtuali proprio da quello che è, o era, il suo gruppo.

La conferenza stampa di stamattina è stata sconcertante. Un sindaco nervoso, inquieto, insofferente,

sicuramente stanco e provato, a tratti aggressivo e arrogante, con livelli di intolleranza insospettabili, si è presentato ai giornalisti.

Accorinti  ha accuratamente evitato di dare risposte alle richieste di chiarimenti precise e puntuali dei giornalisti, interrompendoli in continuazione, impedendo di fatto la formulazione delle domande. Constatiamo con amarezza che ritenevamo che quella di non lasciar parlare l’interlocutore, soprattutto quando si tratta di professionisti dell’informazione che hanno il dovere di raccontare ai lettori quanto succede, sia una triste pratica prerogativa di fascisti e neofascisti e non di una persona come Renato Accorinti.

Se non fosse una cosa maledettamente seria e grave, potremmo dire che sentire Accorinti affermare di “rivendicare la libertà di stampa” suscita un’ilarità irrefrenabile. L’insofferenza verso l’informazione, la critica e, aggiungiamo la satira, anche quando è aspra e pungente, sono un pessimo viatico politico. Soprattutto in giorni come questi, in cui giornalisti francesi hanno pagato con la vita l’esercizio della libertà di parola ed espressione.

Inopportuno e sgradevole ci è sembrato l’intervento dell’assessore Mantineo, insolitamente presente, che ha rimarcato l’attacco alla stampa accusandola di “dilettantismo”. Non è toccata miglior sorte all’assessore Daniele Ialacqua, che ha improvvidamente tentato di difendere il fortilizio assediato dai giornalisti, dicendo c’era in corso una discussione interna a CMdB, subito smentito dai giornalisti che sventolavano il comunicato stampa del movimento a firma del portavoce Federico Alagna.

E così il povero ex ambientalista  Ialacqua ha dovuto incassare il colpo e speriamo abbia compreso che quello di avvocato difensore non è un ruolo a lui congeniale. Detto di Mantineo e Ialacqua e di una fugace apparizione di Cacciola, nessuna notizia degli altri assessori tutti impegnati fuori Messina, tranne la Panarello, arrivata in ritardo, forse dopo avere accompagnato e preso a piedi i bambini delle scuole con il fallimentare progetto Pedibus.

 Ma torniamo alla conferenza stampa durante la quale Accorinti ha naturalmente ricordato i suoi proverbiali 40 anni di lotte e battaglie e con un tono a metà tra lo sfottente e il minaccioso ha invitato i giornalisti a rassegnarsi e farsi una ragione del fatto che sarebbe rimasto alla guida dell’Amministrazione ancora a lungo. Un vittimismo fuori luogo, stucchevole e poco consono alla dignità di un primo cittadino, anche oggi sopra le righe, il cui ruolo dovrebbe suggerirgli una maggiore compostezza e misura nei rapporti con la stampa e in tutte le sue uscite pubbliche.

Accorinti fa finta di non capire, forse perché non lo accetta, che siamo arrivati all’implosione del gruppo che lo ha sostenuto nella sua candidatura. E’ uno scontro che ha radici profonde e che non riteniamo più sanabile. Il Sindaco non è riuscito tenere insieme le varie anime del movimento e adesso assiste, impotente, alla sua dissoluzione. Appare sempre più isolato tra i suoi fedelissimi, alcuni dei quali sono in partenza, asserragliato  nel bunker di Palazzo Zanca e pericolosamente tentato dal dare la responsabilità della sua incapacità e inadeguatezza nella guida della città, a quelli che c’erano prima, ai giornalisti e non sappiamo più a chi domani. Il Re è nudo, completamente nudo e non più con i soli piedi scalzi del giorno dell’insediamento.

Intanto domattina conferenza stampa convocata da Cmdb con la presenza della consigliera Comunale Risitano, dell’esperto di comunicazione Neri, dei consiglieri di circoscrizione Bonfiglio e Mucciardi. Ogni giorno la sua pena. Buonanotte dall’albero.

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