Vincenzo Franza: “Caro sindaco ti scrivo…”

Famiani (Cartour), Samiani (Capitaneria di Porto), Genghi (Caronte&Tourist) (foto Dino Sturiale)

La prende alla larga Vincenzo Franza. Il sindaco Renato Accorinti si è impegnato pubblicamente a emanare entro il 20 luglio un’ordinanza che vieti il passaggio dei TIR dal cavalcavia della stazione durante le ore diurne e l’amministratore delegato del Gruppo Caronte&Tourist corre ai ripari.

Almeno apparentemente. Perché il dubbio che si tratti di un gioco delle parti ben costruito, con un passo avanti e tre indietro, comunque ogni tanto affiora.  Ma tant’è.

E così Franza inizia la lettera sottolineando il percorso umano, politico e professionale del primo cittadino, passando (come da copione ampiamente previsto) per le inevitabili difficoltà economiche che si ripercuoterebbero sull’azienda e quindi sui lavoratori che sarebbero licenziati (un centinaio, neanche a dirlo) se non si potessero mantene le corse diurne previste dal 30 giugno e concludendo con uno snocciolamento di cifre che però risultano molto inferiori a quelle fornite dall’Autorità Portuale di Messina e sulle quali abbiamo scritto ieri su Messina.Sicilians.

Perché laddove Franza parla di una quarantina di mezzi commerciali per corsa è bene sottolineare che nel 2013 l’Autorithy ne ha contati almeno una settantina.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata da Franza al sindaco. E il sospetto che il rinvio dell’emanazione dell’ordinanza al 20 luglio invece che nei giorni immediatamente successivi alla rottura dopo la riunione di venerdì scorso e alla quale fa riferimento la foto (rottura forse apparente, viene da dire, dopo avere letto questa nota) tra amministrazione e Cartour serva solo a raggiungere un accordo che accontenti tutti, diventa sempre più forte.

Ché se c’è pericolo per l’incolumità dei messinesi c’è da subito e non dal 20 luglio e anche la scusa che non si emana l’ordinanza adesso per non creare problemi con i biglietti già venduti, come ha dichiarato Accorinti, non regge più di tanto.

“Caro Sindaco, per il tuo percorso umano, politico e professionale, conosci benissimo la forza dirompente delle parole. Sono perciò più che convinto che, una volta superata l’emotività di un momento forse oltremodo caricato di significati simbolici, converrai serenamente che la contesa non è tra “il mercato e la vita dei cittadini”, tra chi vuole il bene di questi ultimi e chi invece è pronto a sacrificarlo cinicamente al dio profitto, bensì tra posizioni e interessi del tutto legittimi che potrebbero essere composti e che tuttavia potrebbero anche mostrarsi – come al momento parrebbe essere – inconciliabili.

Ritengo, peraltro, che il diuturno impegno profuso negli anni passati, e ancora oggi, per massimizzare l’efficienza dell’approdo di Tremestieri (che ricorderai essere progettato per assorbire il 60% del traffico, e che fu da noi valorizzato fino a consentire lo smaltimento di oltre il 90% dei mezzi), sia la migliore
dimostrazione della volontà di minimizzare il disagio causato alla Città, e ai cittadini, dal passaggio dei mezzi pesanti.

Sono queste le occasioni in cui chi ha la responsabilità di governare deve laicamente discriminare e scegliere, attestando per questa via quali reputa essere le soluzioni più conformi al benessere della collettività, senza per ciò stesso criminalizzare quelle scartate per incoerenza con le proprie linee programmatiche. L’argomento, dunque, va sottratto dalle pur comprensibili contaminazioni del fervore ideologico e consegnato a un clima di sobrietà del quale si avverte fortemente il bisogno, almeno da parte nostra.

Per questo abbiamo deciso unilateralmente di abbassare i toni e di produrre unicamente descrizioni tecnico/scientifico/giuridiche di una posizione che potrà comunque anche trovare altre sedi di esposizione formale e di tutela conseguenziale.
E se la questione delle tariffe per il traghettamento avrà modo di essere successivamente approfondita sulla base di studi terzi già in corso di realizzazione, quella sugli orari estivi della linea di
cabotaggio Messina/Salerno merita invece di essere adeguatamente approfondita anche con dati di dettaglio.

Abbiamo impiegato questi ultimi giorni per stimare con puntualità i reali flussi di mezzi pesanti e per valutare dettagliatamente e adeguatamente i riflessi che eventuali modifiche operative avrebbero sulla sostenibilità della linea di Autostrade del mare di cui stiamo discutendo. Ti consegno pertanto le nostre riflessioni, certi di una tua serena valutazione dei fatti.

La Cartour opera dal 2001 sulla linea Messina-Salerno con navi in grado di trasportare fino a 1000 passeggeri e circa 120 mezzi commerciali. Come noto, opera nell’unico approdo praticabile per navi di quel tipo.

L’orario tradizionale di partenza della nave da Messina era alle 01.30, con arrivo a Salerno dopo otto ore. La

nave ripartiva da Salerno alle 13.30 e arrivava a Messina alle 21.30. Il ciclo ricominciava alle 01.30.

Dal giugno 2006 è entrata in linea una seconda nave, che d’inverno “doppia” sostanzialmente le partenze di Cartour (una nave parte alle 23.45 e l’altra alle 02.00). Nei mesi estivi, invece, una delle navi si sfasa di mezza giornata e quindi arriva a Messina alle 11 per ripartire alle 15, arriva a Salerno alle 23
e alle 02 parte di nuovo per Messina.

Quest’ultimo orario – come abbiamo avuto modo di dichiarare – non è casuale, ma viene effettuato per coniugare le esigenze commerciali sia delle auto che dei mezzi commerciali, i cui flussi solo così riescono a essere intercettati congiuntamente.
Dal 2006 ad oggi la linea trasporta sostanzialmente lo stesso numero di mezzi, sbarcando in media 39 mezzi e imbarcandone 42.

Senza alcun intento polemico, mi permetto di evidenziare come lo scorso anno – il primo della tua sindacatura – l’orario estivo fu praticato senza particolari problemi, né viari né di altra natura.

Dopo i necessari approfondimenti tecnico-economici, mi preme chiarire che, diversamente dalla linea “notturna”, la seconda nave sulla Messina/Salerno nasce e può sopravvivere esclusivamente in quanto strutturalmente organizzata per operare di giorno nei mesi estivi.

Si riesce, infatti, a recuperare e riequilibrare le perdite economiche che si verificano durante l’inverno grazie alle autovetture imbarcate nel periodo estivo: ciò permette, com’è evidente, un servizio ad alta fidelizzazione per quei clienti commerciali che – sia pure in misura estremamente ridotta –ne fruiscono anche con l’orario estivo.

E, poiché tutto si tiene anche commercialmente, ciò significa che se la linea dovesse operare nel periodo estivo senza i mezzi pesanti (gli incassi, che sono diversi milioni di euro nei mesi estivi e rappresentano il contributo necessario a raggiungere appena il pareggio economico della linea), i contraccolpi riguarderebbero l’intera attività della società.

Ma anche che, ove si dovesse praticare anche in estate l’orario invernale, la linea non sarebbe attrattiva per gli automobilisti e senza le automobili del periodo estivo non si raggiungerebbe l’equilibrio economico.

Comprenderai quindi che, se non si potrà coniugare il trasporto dei mezzi pesanti con quello dei passeggeri estivi, temiamo che non possano esserci altre soluzioni che non la soppressione della seconda nave Cartour che -per quanto sopra ineluttabile, ancorché malaugurata- comporterebbe tra l’altro la scomparsa di quasi 100 posti di lavoro diretti e almeno 50 del relativo indotto.

Ho avuto modo di constatare che la tua visione sulle vicende dell’area dello Stretto e del traghettamento è strutturale e, come suol dirsi, “di sistema”. Non ti sfugge, dunque, che in assenza del “porto nuovo” di Tremestieri e della Via del mare il problema Cartour è amplificato, se non addirittura generato, dai ritardi non certo a noi imputabili nel ripristino delle condizioni di agibilità integrale dell’approdo di Tremestieri, e questa considerazione non può essere neutra nell’individuazione di soluzioni concordate.

Con la presente ci tengo a ribadirti la nostra disponibilità al confronto e le posizioni –peraltro già espresse – sulle quali esso può svilupparsi: anticipo orario di arrivo e slittamento di quello di partenza con conseguente ampliamento della finestra di permanenza della nave al molo Norimberga e diluizione governata dei tempi di scarico e carico dei mezzi commerciali, disponibilità di risorse umane dedicate al supporto delle funzioni ausiliarie del traffico per governo flussi tra molo Norimberga/cavalcavia/semaforo tra via la Farina e via T. Cannizzaro e incremento mirato (previa verifica da parte dell’Autorità Marittima delle condizioni di navigabilità in sicurezza, sicuramente favorite nella prossima stagione estiva) dell’offerta di traghettamento da e per Tremestieri negli orari interessati dai flussi dei veicoli commerciali provenienti e diretti al cabotaggio.

Dopo l’estate sarà peraltro possibile valutare con laica serenità l’effettivo impatto della linea diurna sulla viabilità e vivibilità cittadina, anche alla luce dei miglioramenti su proposti e della riapertura al 100% dell’approdo di Tremestieri.

Ribadiamo che la consistenza, obiettivamente limitata, del fenomeno di cui ci stiamo occupando rende certamente possibile pervenire a una soluzione condivisa della massima efficacia. Del resto, stiamo discutendo di una quarantina di mezzi commerciali per corsa (tra l’altro ampiamente compensati dalla riduzione di Tir in città derivante dall’aumento delle corse tra Villa San Giovanni e Tremestieri) che sono un numero addirittura inferiore ai mezzi che circolano quotidianamente e senza creare particolari problemi nel centro di Messina per il disbrigo delle usuali necessità urbane (come dimostrato dai circa 500 pass che il Comune rilasciò in occasione delle prime ordinanze relative agli svincoli di Boccetta e Centro)”.

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