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Villari accetta il verdetto e ufficializza il ritiro della propria lista

Angelo Villari non presenterà ricorso. La sua lista, Tutti Pazzi per Messina, è stata esclusa per un ritardo di due minuti al momento della presentazione alla competizione elettorale di giugno. In un primo momento orientato a ricorrere alla magistratura, come ha confermato ieri il suo legale Marcello Scurria, durante la conferenza stampa di stamane Villari ha annunciato la decisione di fare un passo indietro.

“Pur nella consapevolezza di aver subito un’esclusione manifestamente ingiusta, pur nell’amarezza di quanti hanno animato questo percorso che è stato sostanzialmente di affrancamento dai tradizionali apparati di partito, il Movimento Tutti pazzi per Messina rilancia la propria volontà di occuparsi di Messina e dei suoi abitanti -dichiara Villari. Lo farà non dall’interno del Palazzo, ma dall’esterno, con mani ancora più libere , continuando a proporre e difendere il proprio modello di sviluppo per questa città”.

A ratificare l’esclusione della lista Tutti pazzi per Messina la Commissione Elettorale Circondariale, presieduta dal vice prefetto Maria Antonietta Cerniglia e della quale fa parte anche il Segretario Generale del Comune Santi Alligo.

“La lista non è stata nemmeno presa in considerazione dalla Commissione Elettorale -spiega Villari- avendo preso atto del ritardo con cui è pervenuta nelle mani del Segretario Generale lo scorso mercoledi 15 maggio, alla scadenza prevista dalla legge per la presentazione delle liste dei vari candidati.

Com’è noto, il motivo del contendere è proprio questo ritardo, non di un quarto d’ora o di mezz’ora, ma di appena due minuti. Quanti hanno appreso la notizia di questa esclusione dagli organi di stampa non hanno potuto che plaudire all’efficienza e alla meticolosità con cui il Comune di Messina, attraverso gli uomini e i mezzi messi all’uopo a disposizione, aveva almeno per una volta gestito un’attività di propria competenza.

La verità è ben diversa. Si potrebbe obiettare infatti che nessun avviso cartaceo era stato posto all’interno del palazzo comunale per avvertire che il luogo ove depositare le liste non era la stanza del Segretario Generale (come previsto per legge) ma la sala attigua all’aula del Consiglio Comunale. Si potrebbe obiettare ancora che la determinazione della scadenza dell’orario di presentazione delle dette liste non era stata affidata ad un orologio a parete riscontrabile da tutti.

Si potrebbe obiettare infine che sia il delegato di lista che lo stesso candidato a sindaco erano fisicamente all’interno del luogo deputato entro la scadenza prevista per legge, in attesa del proprio turno per consegnare tutto il carteggio e che sentenze del Consiglio di Stato hanno affermato in modo evidente come in questa fattispecie si debba ammettere una lista”.

Se Villari avesse presentato ricorso, grazie alla nuova normativa il verdetto sarebbe arrivato in una decina di giorni. “Ed è proprio la considerazione che la “via dei ricorsi” nel far ammettere la lista Villari Sindaco a ridosso della scadenza del 9 e 10 giugno avrebbe determinato un inevitabile e conseguente scompiglio della macchina elettorale degli enti preposti e soprattutto un inevitabile e conseguente disorientamento degli elettori di Villari Sindaco e dell’elettorato tutto -conclude Angelo Villari- che questo Movimento ha deciso di non avvalers i dei mezzi offerti dal legislatore in questi casi e di non voler rappresentare elementi di disturbo allo svolgimento della campagn a elettorale di quelli che erano sino a poche ore fa i suoi competitor“.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.