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Vicini del terzo tipo

Vicini del terzo tipo

Paese: U.S.A.

Genere: Commedia

Durata: 102 minuti

Regia: Akiva Shuffer

I due membri del “Frat pack” Ben stiller e Vince Vaughn tornano in coppia dopo “Zoolander”, “Palle al balzo – Dodgeball”, “Starsky & Hutch” e “Tropic Thunder”.

Evan, Bob, Franklin e Jamarcus vivono tutti a Glenview e decidono di istituire una ronda di quartiere per proteggere il vicinato e fare sì che nulla turbi la pace del loro piccolo angolo di paradiso. Un compito gravoso, per il quale è legittimo prendersi qualche piccolo divertimento, un po’ di baldoria e farsi qualche birra. Nonostante il loro “impegno” però, non riescono a guadagnarsi il rispetto della comunità, che nella migliore delle ipotesi li ritiene dei perdigiorno.

Ma se loro quattro fossero i soli in grado di difendere la loro gente da un’invasione aliena? Allora forse le cose potrebbero cambiare…

Commistioni tra commedia, fantascienza e horror non sono certo nuove, ma bisogna tenere conto di una premessa,

almeno in questo caso: se si va a vedere un film con attori come Ben Stiller o l’ancor più irresistibile Vince Vaughn è perché ci si aspetta di ridere, nel più ottimistico dei casi fino alle lacrime. E appare chiaro che detta premessa non è stata presa in considerazione da Akiva Shuffer.

Per carità, il film è divertente e ben fatto, ma la componente umoristica dovrebbe essere quella dominante, cosa che non accade. Nelle parti in cui si indugia sul dettaglio o in cui si deve avere paura, Shuffer ha dimostrato di aver dato il meglio di sé, perché il film fa proprio paura. Troppa, per una commedia che si va a vedere per passare un’ora e mezza spensierata ridendo, magari con i figli.

È un po’ voler cercare il pelo nell’uovo, si tratta di un prodotto poco conforme agli schemi della cinematografia recente, in cui il pubblico che vuole aver paura può anche essere disposto a ridere, ma a quello che vuole ridere (ovvero la maggior parte) non va proprio di avere paura. Consigliato a chi ritiene che una risata valga bene uno spavento.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.