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Viaggio sola

Viaggio sola

Paese: Italia

Genere: Commedia drammatica

Durata: 85 minuti

Regia: Maria Sole Tognazzi

Un dramma dove si ride o una commedia dai risvolti drammatici? È in questa terra di mezzo che si trova “Viaggio sola” terza pellicola di Maria Sole Tognazzi come regista.

Irene è una donna fatta che non si è mai fatta una famiglia. Viaggia molto grazie o a causa del suo lavoro, che la vede come ospite a sorpresa negli alberghi di lusso per valutare l’effettivo livello dei servizi offerti.

Non ha mai pensato ad assumere il ruolo che la società si aspetta da lei, ovvero trovarsi un lavoro che le consenta di avere una famiglia, anche perché per lei la famiglia è costituita da sua sorella Silvia e da Andrea, un suo ex storico con il quale ha mantenuto ottimi rapporti. Non vuole altro né lo cerca, si sente appagata della sua vita così com’è. Ma sarà davvero così?

Pellicola che tratta un argomento insolito, ovvero la professione del mistery guest, pressoché sconosciuta in Italia a dispetto dell’enorme mole di alberghi che il nostro Paese ospita.

Per
fortuna però non ci si limita a questo: il centro della storia sta in Irene e nell’interessante contrasto che la sua vita rappresenta. È una donna adulta, una professionista più che preparata a valutare con precisione maniacale se ciò che le strutture alberghiere promettono corrisponde alla realtà. Ecco però che una professionista della valutazione di tale livello si rivela e si scopre assolutamente incapace di valutare la sua vita personale, trovandosi sempre impreparata alle varie situazioni che si vanno generando e che si ritrova a vivere in casa ogni volta che ritorna da uno di questi viaggi in queste reggie per ricconi dove passa parte molto del suo tempo, fingendo per lavoro uno stile di vita che non può e non potrà mai permettersi.

Margherita Buy si rivela splendida come sempre, fornisce una prova strepitosa interpretando questa infallibile professionista che paradossalmente non ne imbrocca una quando si parla di sé, riuscendo a non far cadere il film né nel pessimismo cinico né nell’ottimismo da “vissero felici e contenti”. Traspare un realismo, così facendo, che non può che attrarre lo spettatore, facendogli dimenticare che sta vedendo un film e trasportandolo di peso nella vita di questa stramba ma concreta persona. Consigliato a tutti. Ma proprio a tutti.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.