Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Via libera alla TARES, la prima rata entro il 31 gennaio

Ore di discussioni, approfondimenti e contrattazioni tra il Consiglio comunale e l’amministrazione. Alla fine, poco dopo le 20, arriva il via libera alla TARES, anche se l’Aula ottiene la possibilità di pagare la prima rata entro il 31 gennaio 2014 senza alcun aggravio di mora e con aiuti per indigenti e aziende in difficoltà.

La prima scadenza infatti è prevista per il 16 dicembre, ma l’accavallarsi con la quarta rata della TARSU del 2012 avrebbe complicato non poco la vita delle famiglie messinesi, alle prese con un doppio pagamento.

Cancellate le speculazioni dei giorni scorsi, i piani a e b e simili, alla fine si è tornati alla prima ipotesi, ma con due emendamenti che rendono la pillola meno amara.

Intanto l’assessore Signorino ha presentato il Bilancio di Previsione 2013, la cui scadenza era prevista appunto per oggi. Il documento economico-finanziario è stato inserito in tempo nell’ordine del giorno dei lavori dell’Aula, che ha iniziato a discuterlo.

Poi l’esigenza di approvare la Tares e la necessità di approfondire alcuni aspetti hanno fatto rinviare tutto alla prossima seduta della Commissione Bilancio, che deve esaminare anche il Consuntivo 2012.

Tornando alle tariffe della tassa sui rifiuti e i servizi, le famiglie pagheranno calcolando una quota fissa al metro quadro, cui si aggiungerà una quota variabile relativa al numero dei componenti. Per i commercianti e le imprese si applicherà invece il principio del chi più inquina più paga e tra le categorie maggiormente penalizzate ci sono i venditori del comparto ortofrutticolo e ittico, che però compenseranno con un’area minore da conteggiare.

“Abbiamo fatto il possibile per andare incontro alle esigenze delle famiglie e delle aziende -spiega il capogruppo UDC Mario Rizzo- ma c’erano comunque dei parametri dati dal ministero delle Finanze dei quali non si poteva non tenere conto. In Commissione Bilancio abbiamo tentato di mantenere le tariffe della vecchia TARSU, che prevedeva il pagamento del 61% da parte dei cittadini e costi inferiori, per coprire il resto con il previsionale, ma Signorino ci ha detto che la copertura parziale da parte del Comune è impossibile.

Del resto, siamo a fine anno e più che un Bilancio di Previsione è un Consuntivo. In ogni caso, questa mattina gli uffici di Palazzo Zanca ci hanno consegnato dei numeri che non ci lasciavano alternative. La tassa su rifiuti e spazzamento del 2013 costerà 44 milioni 424.677 euro, come prevede

il Piano Finanziario predisposto dall’ATO 3 (prima che fosse posto in liquidazione il 30 settembre scorso) e da MessinAmbiente. A determinare coefficienti e tabelle è stato il ministero delle Finanze e noi abbiamo avuto pochissimo margine di manovra.

Facendo i calcoli sulla TARES semplificata (che segue i criteri della vecchia TARSU con il pagamento in base ai metri quadri) ci siamo resi conto che il costo di quest’ultima non sarebbe stato conveniente rispetto alla TARES così come era stata prevista in prima battuta. Anzi i nuclei familiari composti da una, due o tre persone (70 mila sulle 90 mila famiglie messinesi) sarebbero stati ulteriormente danneggiati. Le 15 mila famiglie di 4 persone avrebbero avuto problemi solo per quelle che vivono in appartamenti superiori ai 100 metri quadri, mentre i nuclei più numerosi sono solo 5 mila. Per loro abbiamo recuperato un milione e mezzo di euro da un fondo previsto dalla stessa Tares, che si aggiunge ai 500 mila euro indicati dalla normativa del settore”.

Mario Rizzo

Di fatto, entro il 31 dicembre la Giunta Accorinti dovrà approvare con una delibera i criteri e le modalità con i quali i privati indigenti potranno ottenere le riduzioni cui hanno diritto.

Stesso discorso per le aziende con problemi, perché anche per loro è garantito un intervento. Ovviamente, resta valido il principio della riduzione del 15% per chi si accorda con MessinAmbiente per il ritiro diretto degli imballaggi, così come gli sconti per le famiglie che riciclano.

A votare contro i 5 consiglieri de Il Megafono e l’accorintiana Nina Lo Presti di Cambiamo Messina dal basso. “Siamo usciti dall’aula quando è stato votato il regolamento e oggi abbiamo ribadito il nostro no alla TARES con il voto contrario -dichiara Pippo De Leo, capogruppo de Il Megafono.

Ci sono un sacco di sprechi da recuperare invece di tassare in questo modo i cittadini. Ho dato un’occhiata al PEG, il Piano Esecutivo di Gestione, dove è evidente come il Comune non riesca a incassare quanto gli spetta.

Basterebbe intervenire in questo senso. Molti messinesi non riusciranno a pagare e questi debiti ce li ritroveremo l’anno prossimo. L’amministrazione è stata insensibile e prepotente e i colleghi hanno sottovalutato la situazione”.

Al di là delle diverse posizioni, il dato certo è solo uno: anche se la TARES ha tenuto banco per mesi, è nata già vecchia. L’anno prossimo sparirà e arriverà la IUC, l’Imposta Unica Comunale, che comprenderà la tassa sui rifiuti e l’imposta sugli immobili.