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Via Don Blasco, l’area alternativa c’è

Detriti da rimuovere in via Don Blasco

L’area c’è, adesso la palla passa al Comune, che dovrà provvedere a definire il cambiamento di destinazione d’uso e a concedere altro spazio. Per le imprese di via Don Blasco è presto per cantare vittoria, ma dopo il vuoto dei mesi scorsi un passo avanti è sicuramente stato fatto. L’area nella quale potrebbero trasferirsi gli artigiani e tutte le attività produttive e commerciali della zona, individuata da un ingegnere cui è stato dato mandato dagli operatori di via Don Blasco, ha un’ampiezza di 20 mila metri quadri ed è a San Filippo. A seconda della classificazione però, potrebbe essere necessario destinarne metà al verde ed ai servizi.

 Ed è qui che entra in gioco Palazzo Zanca, visto che proprio nelle adiacenze l’amministrazione comunale possiede 150 mila metri quadri di terreno. Una volta cambiata la destinazione d’uso, assegnarne almeno 20 mila ai profughi della via Don Blasco non dovrebbe essere difficile. “Nessun problema -conferma il sindaco Giuseppe Buzzanca. Anche perché, chi in quella zona opera nel rispetto delle leggi è per noi una risorsa ed è evidente che faremo di tutto per trovare una soluzione prima possibile. Date certe ancora non ne abbiamo, ma sono sicuro che cela faremo prima della fine dell’anno”. Del resto, il recentissimo diktat della Regione (fuori tutti e subito, concessioni o no)

non lascia molto margine.

 E questo significa che anche chi è in regola ed è in possesso di  autorizzazioni che scadranno l’anno prossimo o nel 2013, dovrà comunque lasciare tutto e andarsene prima della scadenza del mandato, non appena la Regione notificherà lo sfratto. Certo, c’è sempre la possibilità di presentare ricorso, ma difficilmente il tribunale potrebbe pronunciarsi a favore dei ricorrenti, visto che per la Regione ed il Comune c’è in ballo un progetto di riqualificazione che non lascia spazio alle attività produttive esistenti, anche se alcune risalgono all’inizio del secolo scorso. 

Il comandante della Capitaneria di Porto Antonio Musolino

“In tutta questa vicenda -spiega il comandante della Capitaneria di Porto Antonio Musolino- ho sempre sostenuto che c’è un problema all’origine. Prima di avviare la revoca delle concessioni e la bonifica della zona, sarebbe stato necessario individuare un’area adatta trasferire senza problemi le attività industriali ed artigianali della via Don Blasco. Non è stato fatto e adesso i problemi da risolvere non sono pochi. Anche perché oltre alle imprese ci sono anche abitazioni che dovranno essere abbattute. In ogni caso, se non si farà gioco di squadra non se ne verrà fuori. Intanto, la Regione ha autorizzato la demolizione dei manufatti presenti nell’area consegnata a suo tempo all’Università e adesso di potrà procedere con la bonifica di 5 mila metri quadri”.