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Via Don Blasco, il conto salato di Veterinaria

Una prospettiva di via don Blasco

Per i canoni mai pagati dall’Università per l’utilizzo delle aree di via Don Blasco a Messina adesso la Regione batte cassa. Per oltre 20 anni la facoltà di Veterinaria ha utilizzato per le proprie attività didattiche 5 mila metri quadri di demanio pubblico. Spazi dati non in concessione ma, come spiegano dalla Capitaneria di Porto, consegnate all’Ateneo. Ricostruire come mai non sia mai stato pagato alcunché non è semplicissimo, come ammette anche il rettore Franco Tomasello. “E’ una storia vecchia della quale non sapevo nulla. Mi hanno informato di recente su questa pendenza ed ho già scritto al preside della facoltà di Veterinaria per chiedergli tutta la documentazione relativa alla vicenda. Dovrei avere tutto per l’inizio della settimana prossima e me ne occuperò personalmente. Una cosa è certa: a pagare quanto richiesto dalla Regione provvederà la facoltà stessa o il dipartimento competente e non l’Università”. 

All’assessorato Territorio e Ambiente intanto non mollano. In via informale, un funzionario ammette un debito della facoltà di Veterinaria nei confronti della Regione stimato tra i 400 ed i 600 mila euro, anche se

ancora non è stato quantificato quanto effettivamente ci sarà da pagare. La prima richiesta di pagamento è stata inviata alcuni mesi fa e nei giorni scorsi è arrivata anche la seconda, che ha ribadito il concetto senza lasciare spazio ai dubbi ed invitando comunque a procedere con la demolizione dei manufatti presenti sull’area. Visto che 20 anni fa la consegna non è mai stata formalizzata per la Regione la facoltà di Veterinaria ha occupato quella porzione di via Don Blasco abusivamente e adesso deve pagare. Punto. 

“Non sono assolutamente d’accordo -dichiara il Capitano di Corvetta Fabio Rottino della Capitaneria di Porto di Messina- e alcuni giorni fa l’ho anche scritto all’assessorato competente. Quando si tratta di Pubblica Amministrazione le aree demaniali sono consegnate e non date in concessione e quindi non è dovuto alcun canone. Se la consegna non è mai stata formalizzata la responsabilità è della Regione e non della facoltà di Veterinaria e quindi richiedere il pagamento di somme pregresse non ha alcun senso. Venti anni fa l’allora Agenzia delle Entrate sollevò una questione rispetto ad alcuni manufatti già esistenti, ma c’è una nota precedente della Regione che autorizzava la consegna delle aree. Si tratta quindi solo di un atto burocratico e questa richiesta non ha alcun senso”.