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#Vestiti,usciamo. Il gatto Ciccio e l’amore a prima vista

Gea Nuccio
Gea Nuccio

Ho appena appreso che oggi, 17 febbraio, è la festa nazionale del gatto. Dunque oggi vi racconterò di lui, il mio Ciccio. La più bella sorpresa del 2016. Non ho mai avuto una particolare attrazione emotiva verso questa tipologia di animale. Li ho sempre considerati molto distante dalla mia personalità. Troppo freddi caratterialmente ed eccessivamente indipendenti. Lo sguardo di ghiaccio, le pupille che si dilatano in basate alla luce. E poi quella camminata così felina e così diffidente. Da sei anni a questa parte, odiando viaggiare nel mese di agosto, ho preso in affitto una piccola casa sulla spiaggia. Il mio eremo. Vivo 24 ore su 24 in costume, stacco le comunicazioni e questo mi piace molto. Quella mattina faceva un caldo infernale ma purtroppo avevo un’urgenza lavorativa e non potevo esimermi. Caspita, un gattone sotto la auto che di uscire da lì non aveva alcuna intenzione. Sporco, pieno di pulci, orecchie smangiucchiate, forse da un topo o forse da un altro gatto o forse chi se ne frega.

“Maledetto randagio, ho premura”. Ma lui niente. Rannicchiato sotto l’auto mi guardava con un’aria tra l’infastidito e lo smarrito. Decisi di risolvere diversamente. Lo lasciai lì sotto maledicendolo e andai a lavorare con il motorino. Giornata lavorativa abbastanza veloce e alle 15 ero già di rientro. Non ci potevo credere: quel pulcioso era ancora là! Apro una scatoletta di tonno e provo a farlo venire fuori. Ricordo i perfettamente quel momento. Completamente disarmato, dopo avermi guardata dritta negli occhi esce la testa e piano piano anche il corpo. Aveva una ferita a carne viva vicino la coda.

Il gatto Ciccio e la sua amica del cuore
Il gatto Ciccio e la sua amica del cuore

Iniziò a mangiare, ma i suoi occhi non hanno mollato i miei neanche per un secondo. Io ammorbo sempre con tante parole, lo sapete, ma in questo caso, credetemi, non so spiegare cosa accadde. Forse in quello sguardo così impaurito rivedevo me. Iniziai a maturare l’idea che quella palla di pelo e io avevamo qualcosa da dirci. Passarono i giorni, la mia auto divenne il suo rifugio. Una mattina, dopo un forte temporale, uscii fuori come tutte le mattine per dargli da mangiare. Lui non c’era. Lo cercai ovunque, ma niente. Avevo paura che gli potesse essere accaduto qualcosa. Nonostante la stazza da gatto parecchio adulto lo vedevo indifeso. Pensai a lui tutto il giorno  Continuava a piovere e avevo sempre in mente quello sguardo, quella ferita che non ero riuscita a medicare. Mi resi conto che per me non era più soltanto un gatto randagio, forse era la parte di me che dovevo necessariamente provare a sentire.

Io non credo al caso. Credo alle coincidenze che il destino ci schiaffa prepotentemente sotto al naso. Ancora una volta la mia arroganza e il mio egoismo mi avevano fregata. Lo dovevo mettere dentro casa, non dovevo permettere che gli succedesse qualcosa. Lui aveva scelto di stare lì, vicino a me. E io avevo pensato bene, come al solito, di tenerlo alla porta. Uscivo da casa ogni 15 minuti. Non ho pranzato. E poi ad un tratto sento un miagolio. Eccolo. Era tornato e stava uscendo da una fogna. Sempre più sporco, ma con una voglia matta di dirmi che gli ero mancata. Iniziò ad arrotolare la sua coda nella mia gamba. Mi strofinava la testa sui piedi e poi si mise a pancia in aria. In quel momento entrambi ci eravamo spogliati delle nostre paure. Ci siamo fidati del nostro istinto. Non avevamo più dubbi ed eravamo l’uno dell’altra. Da quel momento iniziarono tutte le cure mediche possibili e immaginabili.

In due mesi niente più pulci, ferita chiusa, e orecchiette da Star Trek completamente guarite. Oggi lui vive a casa con me. Abbiamo un letto gigante, ma lui dorme accucciato con la testa sul mio cuscino. Mi consola se sono triste ed è diventato un gran chiacchierone. Se manco per qualche ora fa un po’ l’offeso, ma io sfrutto il suo punto debole per farmi perdonare, il cibo. Naturalmente la mia idea sui gatti adesso è totalmente diversa. Sono esseri veramente speciali, energia positivamente magnetica allo stato puro. Non si affezionano a tutti con la stessa facilità dei cani, ma se scelgono di farlo si concedono pienamente, senza riserve.

Amano l’indipendenza di azione, esigono la condivisone della propria libertà, ma questo non fa di loro esseri distaccati. Ciccio adora abbracciarmi, guardarsi la TV sulle mie gambe. Lui ama il calore di casa nostra e io amo il calore del suo musetto. Abbiamo dei riti solo nostri che sembrano esistere da sempre. Caro Ciccio, non smetterò mai di ringraziarti per l’opportunità che mi hai offerto. Entrambi siamo tacciati di anaffettività, però dopo il nostro primo incontro abbiamo deciso di amarci e accettarci per ciò che siamo. Entrambi avevamo bisogno di essere salvati. È vero, non è stato facile incastrarci, abbiamo un carattere troppo simile e tu mi hai costretta ad accettarti senza concessione di cambiamento.

Oggi ti ringrazio per questo. Ti ringrazio per i tuoi strusciamenti, per i tuoi miagolii mattutini, ti ringrazio per le coccole che mi fai tutte le volte che rientro a casa. Grazie per essere rimasto cocciutamente sotto quella macchina e dunque grazie per avermi scelta. Per quanto riguarda me, invece, mi ringrazio giorno dopo giorno per avere abbattuto le barriere con te e forse anche con me stessa, pulcioso amore mio.

Gea Nuccio

Torna a Sicilians dopo una giustificata assenza di 5 anni. Anni che avrebbe fermamente voluto dedicare all'esclusiva cura delle sue passioni: nutrirsi di solo sushi e alette di pollo a giorni alterni, fontane di buon bianco ghiacciato, dormire fino a tardi, costruire un eliporto sul terrazzo di casa in cui fare atterrare Mr Grey per andare a sentire e vedere La Traviata senza fare la fila in autostrada. Purtroppo, nulla di tutto ciò si è realizzato e così eccola di nuovo con noi.