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#Vestiti,usciamo. Ma quando chiedete scusa siete opportunisti o sinceri?

Blocco. Che brutta parola. Mette negatività al solo suono. Vi siete mai sentiti bloccati? Bloccati nelle parole e soprattutto nelle azioni. Bloccarsi, darsi un freno, è davvero sempre giusto e necessario? E se quella volta ti fossi bloccato per tempo, sarebbe stato meglio o ti saresti perso una grande occasione? Beh, non darsi uno stop prima che tutto accada comporta l’inevitabile assunzione del rischio. Una partita a scacchi. Niente premura, molta tecnica e tanto azzardo. Ma abbiamo tutti le spalle così larghe per accollarci oneri e onori derivanti dalle nostre sterzate? Ieri sera, durante la mia ormai consueta passeggiata, ho nuovamente sentito il profumo dei tigli, tipico odore estivo e pensavo. Pensavo a quante cose sono cambiate in un anno. Un anno fa, nella mia vita, non c’era Ciccio, avevo la casa invasa da operai e non mi sarei immaginata ne ora né mai che un the boss avrebbe fatto un eruzione vulcanica così esplosiva nella mia vita e sopratutto nel mio cuore. I tigli e le mie passeggiate serali in solitaria. Trovo sempre molto rilassante questo momento. Passi lenti. Mi piace sentire bene l’asfalto sotto i piedi. Mi è necessario.
Questa consuetudine è un ottimo antidoto contro il mal d’aria, tipico di chi, come me, vola sempre ad alta quota. Ma io adoro volare ad alta quota e molto spesso sopra le righe. Terminata la cena con la mia amica Anna, afflitta da pene d’amore, ho approfittato per passeggiare e riflettevo su quanto sia difficile comprendere gli altri e sopratutto se stessi. Siamo pieni di complicazioni eppure, per comodità, pigrizia, superficialità o inerzia quasi sempre, quando i rapporti non vanno, tendiamo a scaricare le nostre bianche coscienze addossando responsabilità all’altro.
È veramente divertente osservare le modalità con cui molte persone si affannano a fare di tutto per sembrare tanti Jeeg Robot programmati perfettamente per un’esecuzione impeccabile della propria vita. Brutto e difficile chiedere scusa e ammettere ho sbagliato. Poi però penso anche ai diversi punti di vista. E quindi, chi deve chiedere scusa? Quando agiamo in un determinato modo si presuppone una certa presa di coscienza e dunque, se si è convinti di ciò che si sta facendo perché scusarsi? Solo per compiacere l’altro? Solo per luoghi comuni? Solo per comodità o meglio per opportunità? Io ho chiesto scusa almeno un milione di volte per ognuna di queste motivazioni. Solo che pensandoci bene non ho mai provato alcuna sensazione nel farlo. Mi sono resa conto che chiedevo scusa in maniera automatica, senza sentire ciò che stavo facendo. Esatto, dunque, ripartiamo da qui. Da noi. Inizio io: scusa Gea per tutte le volte che ti ho costretta a chiedere scusa forzosamente. Adesso tocca a te!

Gea Nuccio

Torna a Sicilians dopo una giustificata assenza di 5 anni. Anni che avrebbe fermamente voluto dedicare all'esclusiva cura delle sue passioni: nutrirsi di solo sushi e alette di pollo a giorni alterni, fontane di buon bianco ghiacciato, dormire fino a tardi, costruire un eliporto sul terrazzo di casa in cui fare atterrare Mr Grey per andare a sentire e vedere La Traviata senza fare la fila in autostrada. Purtroppo, nulla di tutto ciò si è realizzato e così eccola di nuovo con noi.