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Vertenza “Il Giardino sui Laghi”, si passa alle maniere forti

Si inasprisce la vertenza tra i 70 dipendenti della residenza per anziani “Giardino sui Laghi” e i vertici dell’azienda. Dopo l’esposto presentato al commissario dell’ASP5 Manlio Magistri ed inviato anche per conoscenza alla Procura della Repubblica, proprio in queste ore i lavoratori si stanno organizzando per denunciare anche ai carabinieri il comportamento del responsabile della Eurogestioni spa, la società che gestisce la struttura dove sono ricoverati anziani con patologie gravi.

A far scattare la decisione di presentare una denuncia ai militari dell’Arma un episodio che si è verificato ieri sera e che ha avuto come atto finale il ricovero di una dipendente al pronto soccorso del Papardo per una crisi nervosa.

“I lavoratori ci hanno contattato verso le 20 -racconta Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil di Messina- e ci hanno raccontato che il signor Bello, presidente della Eurogestioni, al termine del loro turno li aveva obbligati a fermarsi per pulire le pareti di alcuni ambienti e persino a stuccarli. In particolare, ad una lavoratrice è stato chiesto anche, oltre alla pulizia extra, di sistemare pure dei farmaci. Visto che la dipendente era al lavoro dalla mattina e che aveva già fatto le pulizie extra, si è rifiutata di trattenersi oltre. Dal suo diniego è nata una violenta discussione che l’ha turbata a tal punto da scatenare una crisi nervosa, con conseguente chiamata al 118 per portarla in ospedale. Quando siamo arrivati alla struttura, Bello era già in compagnia del suo legale. Il responsabile di Eurogestioni, che da tempo ha iniziato una vera e propria campagna vessatoria verso chi è iscritto al sindacato, sosteneva che li aveva trattenuti per del lavoro straordinario. Al che abbiamo fatto notare che dovendo lui pagare ben 11 stipendi, non aveva senso far fare dello straordinario. Insomma, la discussione è andata avanti per mezz’ora e poi siamo andati al Papardo per parlare con la lavoratrice. Mi rendo conto che sembra impossibile, ma in questa struttura abbiamo riscontrato dei comportamenti medievali nei confronti dei lavoratori e un’assoluta mancanza di rispetto per il ruolo del sindacato”.   

Clara Crocè, segretario generale FP Cgil

Proprio ieri Clara Crocè e Dolores Dessì, coordinatore del settore sanità privata, avevano già denunciato il mancato pagamento degli ultimi 11 stipendi e le continue ritorsioni sui lavoratori.

“Secondo quanto ci hanno riferito -hanno denunciato Crocè e Dessì- il datore di lavoro fa effettuare improvvise e ripetute ispezioni anche su pazienti affetti da gravi patologie come il morbo di Alzheimer per verificare il lavoro svolto. Ma spesso durante queste ispezioni, accompagnate da minacce di licenziamento, si è arrivati anche a spogliare i pazienti per verificare se i pannoloni erano stati cambiati, senza alcun rispetto per la loro condizione. E poi ci sono continue riunioni con i lavoratori, durante le quali Bello minaccia che sceglierà lui stesso a chi pagare la retribuzione “utilizzando il criterio dell’effettivo bisogno”.

Inoltre, stando ai racconti dei lavoratori, al primo piano l’assistenza notturna  è garantita da un unico infermiere per 60 ricoverati e da un solo operatore per 40  pazienti affetti dal morbo di Alzheimer. Al secondo piano invece, c’è un operatore  per 20 anziani.

“È tutto falso -replica Bello, raggiunto telefonicamente. Negli ultimi 3 anni abbiamo avuto 4 ispezioni dell’ASP, l’ultima delle quali un paio di mesi fa, e non ci è stato mosso alcun addebito. Per quanto riguarda i controlli sui ricoverati, è evidente che devo disporli (ma li eseguono gli stessi dipendenti) perché noi dobbiamo rendere conto all’Azienda Sanitaria dell’assistenza che forniamo. Quanto agli stipendi, non è vero che non sono stati pagati da 11 mesi perché l’ultimo pagamento lo abbiamo erogato proprio la settimana scorsa”. Sì, ma quale mensilità avete pagato? Un attimo di esitazione e poi Bello risponde: “Di queste cose preferisco parlare nelle sedi opportune e non per telefono. E comunque ieri sera le cose sono andate diversamente. Ho chiesto di fare un’ora di straordinario com’è nel mo diritto e quando una lavoratrice ha rifiutato per motivi personali ho chiamato tutti gli altri e ho chiesto se erano disposti a svolgere anche il suo lavoro. Hanno accettato senza problemi. Poi una lavoratrice ha avuto una crisi d’ansia ed è stata portata al Papardo, ma questo è tutto”. E rispetto alla decisione dei lavoratori di sporgere denuncia anche ai carabinieri? “Non mi preoccupa minimamente -replica Bello”. “Se nelle ispezioni non è stato riscontrato nulla -ribatte Clara Crocè- è solo perché i lavoratori sono bravissimi e molto competenti. Stiamo per presentare una denuncia ai carabinieri, un’altra l’abbiamo già inviata all’ASP5 e per conoscenza alla Procura della Repubblica. Adesso staremo a vedere chi ha ragione”.