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Vertenza Ferrotel, 24 lavoratori figli di un dio minore

La protesta di stamane degli ex Ferrotel

Licenziati dopo la chiusura del centro Ferrotel e dopo avere usufruito di tutti gli ammortizzatori sociali possibili, gli ex dipendenti della Ferrotel tornano a protestare.

La loro è una delle tante vertenze determinate dalla dismissione sistematica del Gruppo FS a Messina avviata quasi 20 anni e che sembra non avere fine. Impegnati nel servizio di pulizia della struttura destinata al personale viaggiante in transito in città, da quando la struttura è stata chiusa nel 2011 hanno ricevuto solo vaghe promesse per il loro futuro.

“Le promesse di ricollocazione con cui la politica siciliana e la dirigenza ferroviaria  hanno mitigato la fiamma della protesta si sono esaurite nel nulla di fatto -spiega Mariano Massaro, segretario regionale dell’Orsa. I Soloni delle poltrone regionali dell’ex governo Lombardo sono scomparsi lasciando il sistema dei trasporti siciliani nel completo abbandono e con migliaia i posti

di lavoro persi.

Treni regionali, convogli a lunga percorrenza, carri merci e trasporti marittimi sono pressoché inesistenti e la scarsa autorevolezza della politica siciliana ha consentito alla cinica dirigenza ferroviaria di completare il disegno di abbandono della regione. Mentre l’ex presidente Lombardo si dava un tono promettendo ai siciliani il ponte più lungo del mondo, FS sbaraccava gli ultimi residui di infrastrutture che ci tenevano legati al mondo civile”.

Chiusa, anche se non del tutto come abbiamo scritto due giorni fa, la vertenza degli ex Servirail, oggi si riparte con quella degli ex Ferrotel. Stamane alle 10.30 i lavoratori si riuniranno in sit-in alla stazione centrale di Messina per chiedere alla classe politica cittadina e regionale di impegnarsi per garantire i loro diritti.

“Richiederemo anche un incontro con il prefetto Trotta -annuncia Massaro- che da subito si è dimostrato sensibile alle rivendicazioni dei lavoratori. Quello di oggi è il primo atto di una vertenza che promette di innalzare i toni del conflitto per mettere la parola fine alla politica dei tagli che il Gruppo FS ha imposto alla Sicilia, relegandola a livelli da terzo mondo”.