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Varo della “Messina”, la protesta dell’Orsa per Ferrotel

La protesta degli ex Ferrotel

Il Gruppo FS inaugurerà tra poco più di un’ora una nuova nave, ma averla chiamata “Messina” non dimostra certo una marcia indietro rispetto alla dismissione sistematica attivata negli ultimi 18 anni nell’area dello Stretto.

Duro atto d’accusa del sindacato Orsa, che ha organizzato una protesta per ricordare i tanti nodi irrisolti, a partire dalla vertenza ex Ferrotel.

Per l’intera durata della cerimonia di inaugurazione i lavoratori di questa struttura ormai chiusa manifesteranno per ricordare quello che secondo l’Orsa è il “vero volto delle FS a Messina”.

“Le Ferrovie non ci vengano a sbandierare l’arrivo della nuova nave come un segnale di interesse verso l’area dello Stretto – dichiarano il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e Michele Barresi,  delegato Trasporti Orsa Sicilia. La dismissione ed il degrado del servizio pubblico di traghettamento sono davanti agli occhi di tutti. In dieci anni il  servizio di traghettamento ferroviario è stato ridotto del 70%,  isolando la Sicilia dal sistema Paese ed è continua la dismissione di attività e la conseguente emorragia occupazionale.
Vorremmo festeggiare -aggiungono i due dirigenti sindacali- l’incremento del numero di collegamenti giornalieri tra le sponde, oggi ridotte al lumicino, un servizio di traghettamento qualitativamente migliore per passeggeri e mezzi e che non si debba attendere la tragedia per manutenzionare le rampe d’accesso e le invasature, in gran parte ancora sotto sequestro della magistratura. Siamo consapevoli che la nuova nave non porterà nulla di tutto questo se non si imporrà politicamente un’inversione di tendenza alla dismissione delle Ferrovie nello Stretto”
Simbolo della politica distruttiva del Gruppo FS è la protesta dei 20 lavoratori ex Ferrotel di Messina, la foresteria utilizzata dal personale viaggiante, chiusa senza dare alcuna prospettiva di occupazione futura.
“Dopo due anni di promesse inconcludenti da parte della politica e dalle Ferrovie dello Stato, questi lavoratori restano miseramente disoccupati e vittime di un sistema che opera unicamente tagli indiscriminati sulla pelle di utenti e lavoratori” .
Secondo l’Orsa, se si migliorasse il servizio di traghettamento, sempre annunciato e mai concretizzato, gli addetti ex Ferrotel potrebbero essere ricollocati senza problemi.
“Chiediamo  concludono Massaro e Barresi-  che la Prefettura, il Governo Regionale ed il sindaco di Messina Renato Accorinti, che sono a conoscenza della vertenza occupazionale degli ex Ferrotel, vadano oltre la cerimonia odierna e inchiodino il Gruppo FS alle proprie responsabilità, facendo fronte comune ed imponendo alle Ferrovie la ricollocazione di questi 20 lavoratori, quale primo reale e concreto segnale di inversione di rotta nel territorio messinese. Un atto ben più significativo del varo di un nuovo naviglio”.
Aggiornamento delle 18.32

Stamani il sindaco, Renato Accorinti, insieme ad alcuni componenti la Giunta municipale, ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione della nuova nave traghetto “Messina” di Rete Ferroviaria Italiana. “L’Amministrazione comunale di Messina, – ha detto il sindaco Accorinti – nell’esprimere viva soddisfazione per l’entrata in servizio della nuova nave traghetto della flotta FS, auspica che questo momento segni un’inversione di tendenza nelle politiche e negli indirizzi seguiti negli ultimi anni dai Governi della Repubblica e dalle Ferrovie dello Stato nei confronti del trasporto ferroviario in Sicilia e nell’area dello Stretto. I cittadini siciliani e messinesi hanno contribuito con le loro tasse, come tutti gli italiani, alla realizzazione della rete ferroviaria ad Alta Velocità, che si ferma a Napoli, senza potere godere dei suoi benefici. Di contro, a differenza che nel restante territorio nazionale, non è qui sufficientemente assicurata ai cittadini, specie nelle ore notturne, la mobilità territoriale, prevista dall’art. 16 della Costituzione, fra le sponde dello Stretto; risultano inoltre carenti i collegamenti ferroviari all’interno dell’Isola e verso il resto del Paese, con gravi ripercussioni sulle possibilità di sviluppo economico e sociale del territorio, relegato così alla marginalità ed all’isolamento. In particolare, come Sindaco della città di Messina, – ha ribadito Accorinti – segnalo ai rappresentanti del Governo, della Regione Sicilia e delle Ferrovie dello Stato, la necessità di intervenire con rapidità e decisione, nell’ambito delle rispettive competenze, per la risoluzione di alcune priorità, incredibilmente ad oggi non soddisfatte: Continuità territoriale fra Messina e la Calabria. Il servizio di collegamento tramite navi veloci fra Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, di recente prorogato fino al termine del 2013, peraltro con rilevanti limitazioni al numero di corse giornaliere, deve assumere caratteristiche di continuità e offrire orari certi e affidabili ai lavoratori e agli studenti che quotidianamente attraversano lo Stretto e in generale ai cittadini delle due sponde, al fine di favorire ogni possibile sinergia e l’integrazione culturale, sociale ed economica dell’area metropolitana dello Stretto. L’Amministrazione comunale di Messina chiede perciò al Governo della Repubblica di stanziare con celerità, visti gli esigui margini di tempo disponibili, i finanziamenti necessari per bandire la gara europea per l’assegnazione, senza soluzione di continuità temporale rispetto allo scadere degli attuali affidamenti, del servizio di traghettamento con navi veloci. Occorre inoltre evidenziare che la sospensione nelle ore notturne del servizio di traghettamento con navi veloci, unito alle limitazioni insite nell’atto di concessione fra Stato e Rete Ferroviaria Italiana, a cui è affidato il compito di garantire solo il traghettamento dei rotabili ferroviari ma non dei passeggeri a piedi, a cui si aggiunge il fatto che le navi, di proprietà pubblica e privata, dedicate al traghettamento dei mezzi gommati non hanno alcun obbligo circa il traghettamento dei passeggeri suddetti, soggetto anzi a stringenti limiti numerici, determina lunghi periodi quotidiani di sostanziale interruzione della continuità territoriale. Chiediamo perciò – ha continuato il sindaco – la modifica dell’atto di concessione Stato-Ferrovie, con l’inclusione dell’obbligo di trasporto dei viaggiatori a piedi sulle navi di Rete Ferroviaria Italiana, e, nelle more, la previsione di corse nelle ore notturne, sia pure con frequenza diradata, tramite le navi veloci. Occorre inoltre prevedere tariffe di traghettamento agevolate per i residenti nelle province di Messina e Reggio Calabria, al fine di favorire l’integrazione delle aree metropolitane dello Stretto e, tramite costi sostenibili per i cittadini, rendere effettiva la continuità territoriale. Non stiamo chiedendo concessioni o regalie ma semplicemente la soddisfazione di diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica. Fermata ferroviaria Aeroporto di Catania Fontanarossa. Risulta indispensabile, al fine di fare uscire la nostra città dal sostanziale isolamento territoriale in cui attualmente versa, migliorarne l’accessibilità anche da e per le lunghe distanze, quelle prevalentemente servite dal trasporto aereo. Risulta pertanto indispensabile migliorare i collegamenti, in atto gravemente carenti, verso gli aeroporti, in particolare quello di Catania, ancora oggi privo di un collegamento ferroviario. La realizzazione della fermata ferroviaria presso l’aeroporto di Catania Fontanarossa non comporta particolari difficoltà tecniche, presenta costi e tempi di realizzazione contenuti, in un contesto in cui la linea ferroviaria passa a pochi metri dall’aerostazione, fra le prime in Italia per movimento passeggeri. Non spetta a questa Amministrazione comunale – ha sottolineato Accorinti – rammentare che tutti i principali aeroporti d’Europa e d’Italia sono dotati di fermata ferroviaria, con evidenti benefici ai fini dell’accessibilità nonché della riduzione del traffico gommato, con tutti i vantaggi in termini, economici, sociali, ambientali e per la salute della popolazione che questo comporta. L’intervento richiesto risulta di grande utilità non solo per Messina e Catania, ma anche per le province di Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa. Attivazione effettiva del servizio di metroferrovia fra Giampilieri e Messina e potenziamento dei collegamenti ferroviari in ambito regionale. Nonostante Rete Ferroviaria Italiana abbia completato ormai da alcuni anni gli interventi finanziati dall’Unione Europea, il servizio metropolitano sulla tratta Giampilieri – Messina, dopo un avvio penalizzato sul nascere da orari di Trenitalia del tutto inadeguati alla rilevante domanda di trasporto espressa dal territorio, specie nelle fasce orarie interessate agli spostamenti dei pendolari, è stato di fatto annullato. Sollecitiamo perciò con forza la stipula del Contratto di Servizio, da troppi anni atteso, fra la Regione Siciliana e Trenitalia, che contempli finalmente al suo interno un efficace servizio ferroviario metropolitano fra Giampilieri e Messina. Contestualmente dovranno essere più adeguatamente sfruttate, per il trasporto ferroviario nell’ambito della Provincia, le grandi potenzialità offerte dalla tratta a doppio binario Messina – Patti. Per quel che riguarda infine l’ambito regionale, è necessario il potenziamento dei collegamenti con Palermo e Catania – Siracusa. L’Amministrazione comunale di Messina è pienamente consapevole – ha evidenziato il sindaco – che si è qui in presenza di una domanda di trasporto ferroviario al momento inferiore a quella presente nelle aree economicamente forti del Paese ma nello stesso tempo è indubbio che essa è sensibilmente condizionata in maniera negativa dalle carenze dell’offerta di Trenitalia. Questa Amministrazione sollecita pertanto con forza i vertici delle Ferrovie dello Stato a dare prova delle loro effettive capacità imprenditoriali e ad attuare una gestione efficiente ed efficace in grado di contribuire positivamente allo sviluppo del territorio. È troppo facile fare utili sulla Milano – Napoli e tagliare qui l’offerta di trasporto ferroviario, nel settore passeggeri come nelle merci; come cittadini e come contribuenti pretendiamo molto di più da chi ha la responsabilità di gestire un patrimonio prezioso per tutto il Paese come le Ferrovie dello Stato. Dal canto suo, l’Amministrazione comunale di Messina si impegna a dare impulso al completamento dei parcheggi di interscambio treno/mezzi gommati di sua competenza a servizio della metroferrovia, alla promozione del biglietto integrato treno/tram/bus/navi veloci e in generale a tutte le misure e le iniziative utili a favorire e privilegiare l’uso dei mezzi pubblici rispetto a quelli privati, nel superiore interesse della collettività. Questa Amministrazione infine manifesta viva preoccupazione circa alcuni aspetti rilevanti delle politiche organizzative del gruppo Ferrovie dello Stato. Abbiamo assistito infatti negli ultimi decenni ad una notevolissima contrazione del numero di lavoratori occupati a Messina nelle Ferrovie dello Stato, non solo per gli effetti indotti dall’introduzione di nuove tecnologie ma molto frequentemente a causa dello spostamento di attività lavorative, quasi sempre caratterizzate da elevato contenuto professionale, verso altre città della Sicilia o della Penisola. Questa città, che concede alle Ferrovie aree fra le più pregiate del suo territorio, – ha concluso il sindaco Renato Accorinti – pretende che abbia fine l’ingiustificato processo di smobilitazione e trasferimento di attività lavorative che il gruppo FS continua a perseguire e che comporta gravissime ripercussioni sul tessuto sociale ed economico della città e mortifica le prospettive di un lavoro qualificato e produttivo per molti dei suoi figli”.