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Vallanzasca. Gli angeli del male

Vallanzasca. Gli angeli del male

Paese: Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico/Poliziesco
Regia: Michele Placido

Dopo fiumi e fiumi d’inchiostro versati sull’ultima controversa opera di Michele Placido, si può finalmente parlarne con cognizione di causa. Renato Vallanzasca e la banda della Comasina, questi i protagonisti del film, che hanno insanguinato le strade di Milano per buona parte degli anni ’70, facendosi largo tra bande rivali, forze dell’ordine, soldi, droga, sesso e amori graffianti. La storia dura e cruda del bel Renèe ci ha portato un’interpretazione davvero magistrale di Kim Rossi Stuart che dimostra di padroneggiare il milanese come il romanesco.

Anche l’antagonista nemico/amico di Vallanzasca, Francis Turatello, appare ben rappresentato da un Francesco Scianna in grande forma (noto ai più per il ruolo di Peppino in “Baarìa”). Tuttavia, nonostante il film sia davvero ben fatto e la storia ben ricostruita, il film possiede poco altro. Come detto, Michele Placido non realizza qualcosa di brutto, anzi si tratta di un prodotto di alto livello. Ma è anche un argomento con cui l’artista si è già confrontato, peraltro con successo. Ci dice poco, questo Vallanzasca, così come

qualche hanno fa ci disse poco il doppio film (Nemico pubblico n°1, “L’istinto di morte” e “L’ora della fuga”) dell’ottimo Vincent Cassel su Jacques Mesrine, famoso rapinatore francese noto per rapinare due banche alla volta. Film del genere hanno come unica colpa quella di essere stati distribuiti a così breve distanza da un altro ottimo film qual è “Romanzo criminale”, dello stesso Placido.

In effetti, film del genere puntano tutti sulla formula dell’enfatizzazione del lato umano di questi personaggi, che si sono resi colpevoli di crimini spesso anche sanguinosi. “Vallanzasca. Gli angeli del male” non fa eccezione e può sembrare un tentativo di giustificazione di una vita di delitti ad un occhio disattento, ma in realtà non perde di vista l’oggettività. Anche il lato oscuro di Vallanzasca infatti è stato messo in evidenza. Per quanto riguarda la polemica sul fare un film su quello che è a tutti gli effetti un criminale, che può traviare i giovani e quant’altro, preferisco ricordare che i film sono finzione, per quanto ispirata alla realtà, e che il loro compito è intrattenere e acculturare. In quest’ordine. A mostrare la differenza fra Bene e Male ci pensino i genitori. Consigliato a chi non ha visto “Romanzo criminale”.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.