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Uno, nessuno o centomila?

Simona Piraino

L’agenda del momento è settata su temi nazionali molto caldi, lo so. Ma anche qui, a Messina, ne succedono di tragedie. Eccome. M’invita a cena un’amica.

Dopo molti tentennamenti, mi decido ad abbandonare l’I-pad (e la relativa I-vita) e iniziare le operazioni di restyling (“Ci sarà tanta gente, magari ci scappa anche una situazione” ammicca la Gregoraci che alberga in me).

Opto per un abitino total fango: il colore più idoneo alla mia attuale sociopatia. Dopo circa ventidue “Lui è il marito di…” e “Conosci Clara, la moglie di…”, agguanto con cattiveria il Syrah e mi fiondo verso l’esiguo trio che conosco.

Il gossip su inciuci e intrallazzi fa da leit motiv della serata: chi scopicchia chi, chi scopicchia come, chi vorrebbe scopicchiare. Commentiamo soprattutto la lunga lista di scopicchiate della Bruttina Risanata (una che, pur essendo stata sempre esteticamente paragonabile a un sanitario – leggi cesso -, vive attualmente un momento di esuberante sessualità promiscua). Quasi mi strozzo quando, uno dei presenti mi fa: “E tu, con quanti uomini sei stata?”.

L’approssimazione e la vaghezza, condite da mellifluo sguardo e aplomb alla Biagi sono le armi che mi salvano “Solo con quelli giusti”. Va da sé che in ascensore, cerco subito due maalox a sopire la gastrite incalzante.

Posto che, dopo i ventotto anni, questo tipo di domande dovrebbe essere dichiarato crimine contro l’umanità, potrebbe capitarvi di imbattervi nell’uomo alfa-numericamente curioso (cioè che vuole conoscere i nomi, le volte, lo spazio temporale dei vostri precedenti intrattenimenti pelvico-ricreativi).

Mi spiego meglio: accade spesso che, dopo un atletico amplesso, dalle labbra tumide del nostro partner esca la stilettata “Quanti uomini hai avuto?”. Da esperta di pnl (molto più di quanto possa esserlo di relazioni etero-dirette) vi suggerisco di fare bene i “conti” e ponderare la risposta prima di sparare la cifra. Poiché, un risultato sbagliato può rivelarsi molto pernicioso per la vostra relazione.

Da evitare assolutamente la risposta smaccatamente virginea: “Prima di te, solo uno”, con piglio quasi offeso, manco foste la Bindi (soprattutto se avete conosciuto più appendici maschili voi delle toilettes pubbliche della stazione Termini).

Sconsigliata del tutto anche la risposta schiettamente sincera, con la vana speranza che lui apprezzi la vostra dialettica disinibita nella numerazione delle poco caste liasons “Vediamo, tra Pier e Diego, mi pare ci fosse anche Matteo. A quanti siamo, amò?”.

Diciamocelo chiaramente: anche il più illuminato degli uomini, colui che osanna la vostra emancipazione tra le lenzuola, rischierebbe un coccolone a sapere che l’avete data più volte di quanto Vespa abbia presentato un plastico a Porta a Porta.

Signore, non sto subdolamente incitandovi al falso storico, caldeggio tuttavia un’esposizione dei fatti in versione democristiana. Ricordate sorelle che, in tutti i casi di spinosi quesiti matematici, esiste una sola via di fuga: quella sottile, e innocua, distanza tra bugia e verità che si chiama approssimazione per difetto.