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Unioni di fatto, l’Arcigay convoca tutti i partiti

Sul Registro delle Unioni di fatto l’amministrazione comunale non risponde e l’Arcigay di Messina chiama a raccolta tutte le forze politiche della città e della provincia, anche quelle che tradizionalmente sono distanti da iniziative come questa. La comunità omosessuale peloritana (ufficialmente oltre 2 mila, in realtà quasi dieci volte tanto) sventola senza problemi la bandierina delle elezioni che ci saranno tra due anni forte proprio dei suoi numeri, visto che tra chi vive la propria sessualità liberamente e chi invece preferisce o e costretto a nascondersi, può contare su un pacchetto consistente di voti. 

Due settimane fa il segretario organizzativo dell’Arcigay di Messina Rosario Duca si è incontrato con il sindaco Giuseppe Buzzanca, ottenendo la promessa di un atto ufficiale della Giunta sia rispetto alla condanna di qualsiasi forma di omofobia sia per il Registro delle Unioni civili, peraltro attivato a Milazzo da oltre un anno. Il primo cittadino si è impegnato a portare tutto in Giunta, sottolineando che anche se a livello personale è contrario ai matrimoni gay, “la questione delle coppie di fatto è un problema irrinviabile che deve essere affrontato velocemente”. Alle parole però non sono seguiti i fatti. Da qui la decisone dell’Arcigay di chiamare a raccolta tutti i partiti e di fissare un incontro per la fine di luglio. 

“Buzzanca ha detto bene -puntualizza Rosario Duca- parlare di coppie di fatto è un atto dovuto e regolarizzarle con i registri è un atto di civiltà. Purtroppo, ai proclami ed alle belle parole il sindaco ha fatto seguire ben poco. Per questo motivo il direttivo Arcigay Messina intende discutere con tutte le forze politiche e con le associazioni culturali che rappresentano il vero termometro del tessuto sociale cittadino. Fin da quando ci siamo insediati noi del nuovo direttivo dell’Arcigay, abbiamo messo in chiaro che

non ci saremmo accontentati di promesse a lunga scadenza o a illusorie promesse da marinaio. E a due anni dalle elezioni amministrative (se ci sarà la naturale scadenza) intendiamo sin d’ora aprire la campagna elettorale sui diritti civili per non essere trovati impreparati. Vogliamo sapere quali scelte dovremo fare tra due anni, visto che possiamo contare su un consenso non indifferente.

Il sindaco Buzzanca durante l'incontro con Rosario Duca (a destra) e Giovanni Bonamonte

L’Arcigay Makwan Messina è un’associazione apolitica e mai s’impegnerà in quanto tale in campagne elettorali né tanto meno intendiamo fare matrimoni con alcuna forza politica. Però lanciamo da subito questa sfida per raggiungere risultati validi a favore della comunità GLBT (Gay, lesbiche, bisessuali e trans, ndr) a partire dai Registri delle Unioni civili. I partiti che si ritengono illuminati dovranno darci delle risposte chiare e prendere impegni seri e non limitarsi a promesse aleatorie. Ci auguriamo che molti altri seguano l’esempio dell’amministrazione di Milazzo che appena eletta ha mantenuto una prima parte dell’impegno preso con la comunità GLBT rappresentata da Arcigay Messina. Siamo coscienti che l’impresa è ardua, ma la volontà e la determinazione di questo direttivo ci consentiranno di portare avanti l’impegno preso con la comunità GLBT nella quale, grazie alle scelte fatte dal nostro presidente Giuseppe Franco ed al lavoro coeso di tutto il gruppo ed ai volontari, abbiamo quasi azzerato quei comportamenti che in passato hanno allontanato la comunità dall’associazione”. 

L’appuntamento è per sabato 30 luglio alle 18.30 presso la sala della chiesa Valdese di Messina, sede del gruppo Makwan. Quattro gli argomenti che saranno affrontati: i diritti civili, le coppie di fatto, l’evoluzione della società e la politica, verificando se quest’ultima deve essere vista come una risorsa o una palla al piede.