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Una poltrona per cinque, ai blocchi di partenza per il Rettorato

Non è ancora ufficialmente aperta la campagna elettorale per la scelta del nuovo Rettore d’Ateneo perché non sono ancora note le date delle elezioni, ma i candidati ci sono. Eccome. Il giurista, l’economista, la veterinaria, il latinista e il medico. Tutti diversi, ma con la stessa aspirazione a riformare la governance dell’Ateneo.

I cinque candidati hanno partecipato al III Congresso Provinciale della Federazione CISL Università di Messina, non tanto per presentare ufficialmente il loro programma, quanto per presenziare ad un primo incontro con tutti gli aspiranti e partecipare al dibattito dal titolo “Impegno e partecipazione nell’Università che cambia”.

Brevissimo il saluto di Giovanni Cupaiuolo, docente di Letteratura Latina, che ha affrontato la questione posta da Maurizio Fallico nella sua relazione di apertura dei lavori, ovvero la creazione di una Fondazione Università e si è soffermato sulla decadenza del sistema universitario cittadino. “L’università rappresenta per Messina ciò che la FIAT è per Torino, la PARMALAT per Parma, il Monte dei Paschi di Siena per Siena. Quando queste realtà produttive deludono, è la società a soffrirne. L’Università di Messina ha subito una caduta di immagine,di offerta e di sensibilità”.

Stesso tema affrontato dalla candidata Adriana Ferlazzo, docente di Fisiologia Veterinaria. “E’ necessario stare al passo con i parametri di valutazione che ci impone il Ministero e con i quali siamo rimasti indietro, cioè la qualità e l’accreditamento. Gli atenei del Nord forniscono un titolo spendibile ed ecco che assistiamo ad un calo drammatico delle immatricolazioni, specialmente al Sud”.

In merito alla costituzione di una Fondazione si è espresso il terzo candidato Pietro Navarra che, non presente al Congresso per impegni con il Senato

Accademico, ha inviato una nota precisando che  “alla creazione di una Fondazione corrispondono forti criticità che attengono al merito e al metodo e che essa non potrebbe in alcun modo sostituirsi o sovrapporsi alle attività istituzionali”, aggiungendo che occorrerà procedere alla riorganizzazione delle macchine amministrative e alla programmazione e ridistribuzione dei posti di lavoro dopo le recenti procedure concorsuali.

Continua la passerella dei candidati ed il docente di Diritto amministrativo Antonio Romano ammette di non avere ancora un programma e di volerlo sviluppare durante la campagna elettorale durante il dibattito che ne scaturirà. “E’ un momento di cambiamento epocale e di revisione profonda della governance universitaria -dichiara. Occorre proporre modelli alternativi, come per esempio l’amministrazione informale. In merito alla creazione di una Fondazione come collegamento tra università e territorio, mi tocca dire che l’università non può solo essere in contatto con il proprio territorio. La sua missione è culturale appartiene a più mondi e serve al territorio solo se lo proietta al di là di se stesso, se lo collega anche ai livelli internazionali”.

Conclude gli interventi degli aspiranti rettori colui che è stato definito il candidato 2.0 avendo annunciato la propria corsa all’ermellino tramite un tweet. E’ Giuseppe Vita, direttore dell’UOC di Neurologia e Malattie Neurovascolari e Direttore del D.A.I. di Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Messina. “Sono aperto ai nuovi media, ho un twitter, un profilo facebook e se sarò Rettore avrò un blog in cui tutti potranno inserire i loro contribuiti, proprio come succede in alcune università britanniche. Prometto impegno e passione affinché sia fatta una profonda autocritica per cambiare e ripensare una realtà universitaria differente”.

Alle elezioni per il nuovo Rettore dell’Ateneo mancano ancora alcuni mesi ed il dibattito tra gli accademici si preannuncia interessante e pieno di nuove idee. Che poi riescano a realizzarle è tutt’altra cosa.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.