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Una famiglia perfetta

Una famiglia perfetta

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 116 minuti

Regia:  Paolo Genovese

In scena una commedia natalizia dall’aroma vagamente dickensiano firmata da Paolo Genovese e brillantemente interpretata da Sergio Castellitto, Marco Giallini, Francesca Neri e Claudia Gerini.

Leone è un uomo di mezza età, tanto solo quanto ricco e potente. Per rimediare alle sue giornate solitarie affitta una compagnia di attori per mettere in scena la famiglia che non ha mai avuto e la rappresentazione deve avere luogo la notte di Natale.

Ça va sans dire che niente di quello che avrebbe dovuto essere è. Non c’è una cosa che vada bene allo stravagante padrone di casa e la serata più magica dell’anno finisce per diventare il suo irrispettoso e distorto riflesso.

Difficile dire se l’idea venga più da “Natale in affitto” di Mike Mitchell o da “Familia” di Fernando Leon de Aranoa, ma una volta appurato che siamo di fronte all’ennesima scopiazzatura

straniera in salsa italiana, cerchiamo di andare oltre e analizzare il film con criterio.

Tutti bravi i vari protagonisti e a loro bisogna aggiungere la corte di attori che fa loro da contorno. Il gioioso caos della serata di Natale cui la compagnia di attori cerca di dare corpo si scontra con le paturnie di Leone, sommando caos al caos ed il risultato che ne viene fuori è una valanga di esilaranti gag il cui sapore speziato può ricordare ai più attenti qualche lezione del compianto maestro Monicelli, sebbene si sia distanti anni luce dalla sua dissacrante ferocia. D’altra parte lo sfondo natalizio unito alle necessità del format per famiglie impedisce che la commedia straripi oltre le ferree leggi del buonismo.

Si esce dalla sala con l’impressione che se si fosse osato un po’ di più il film avrebbe potuto superare il livello medio del film natalizio e non si può fare a meno di chiedersi se l’intenzione di accontentare tutti sia sufficiente a compensare il rimpianto per la buona occasione perduta di questa pellicola. Consigliato a chi ha nostalgia di Monicelli, ma senza farsi troppe illusioni.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.