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Un tour della Sicilia sulle tracce del cardinal Guarino

SICILIA. Non è un semplice cammino, ma un tour della Sicilia al quale si può aggiungere una tappa autonoma a Roma. È un itinerario turistico-religioso dedicato al cardinale e archimandrita Giuseppe Guarino, del quale è in corso il processo di beatificazione, presentato al pubblico di recente. Il progetto “Pellegrinaggio nei luoghi della fede: in cammino con il Card. Guarino”, voluto dal Centro Studi Cardinale Giuseppe Guarino e sviluppato a più mani da esperti del settore è un anello di oltre 700 km che si sviluppa tra le città siciliane che lo hanno ospitato nelle tappe più importanti della sua vita. Il giro, affrontabile con qualsiasi mezzo di trasporto, inizia idealmente dalla città di Messina dove sorge la casa madre delle Piccole Serve della Sacra Famiglia, ordine fondato da Guarino e che ancora ne conserva le spoglie mortali. Dalla città dello Stretto ci si sposta a Siracusa, luogo che ha visto il Guarino servire come vescovo, per poi arrivare ad Agrigento, alla cappella del palazzo vescovile, dove ha indossato gli abiti ecclesiastici, e a Montedoro, sua città natale. Si prosegue fino a Palermo, dove l’ecclesiastico fu professore di diritto canonico, concludendo questo lungo percorso nuovamente nella città di Messina. La versione promossa è adatta anche a chi non è uno sportivo perché gli spostamenti sono effettuati in pullman e il tour si sviluppa in cinque giornate dedicate all’approfondimento della conoscenza di questa figura che ha fatto molto non solo per i rapporti tra la Chiesa e lo Stato, ma anche

durante il colera che ha flagellato la Sicilia alla fine del XIX secolo. Lo stesso tragitto potrebbe essere affrontato lentamente, con mezzi verdi, a trazione umana o animale. Un cammino lungo quasi quanto il Camino Francès verso Santiago, che nel suo aprirsi passo dopo passo fa scoprire la bellezza del territorio siciliano. Come ogni viaggio si può vivere in vari modi, non esclusivamente quello devozionale, ma anche quello artistico-culturale. In più, come afferma monsignor Di Pietro, vicario generale dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, “la sua finalità è anche quella di promuovere il cammino come attività meditativa, spirituale e, se affrontato con gli adeguati mezzi di trasporto, naturalistica”.

Passeggiare o pedalare attorniati da madre natura o, com’è in voga negli States e in Giappone, fare uno shirn-yoku, la doccia di bosco, tanto amata dai nipponici, porta molti benefici sia allo spirito che al corpo. La fatica fisica, in una società sempre più virtuale, favorisce il contatto con il nostro io più intimo e il ricercatissimo equilibrio psico-fisico. Allontanarsi dagli uffici, dal cemento e dall’asfalto ci fa riacquistare contatto con i nostri sensi, scambiando l’aria filtrata con il profumo dei fiori, la costrizione allo stare seduti con la fatica rinvigorente dell’attività fisica, il freddo dell’aria condizionata con la frescura crepuscolare che affranca dopo una lunga giornata, il fragore dei clacson con il garrire delle rondini, il suono ritmico del registratore di cassa con le chiacchiere scambiate direttamente con i produttori dei nostri pasti. Madre natura, come una madre amorevole, aggiusta tutto e, almeno una volta nella vita, dovremmo farci cullare dal suo abbraccio senza tempo.