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Un prefetto generoso ed una città maleducata

Il prefetto di Messina Stefano Trotta

Da diversi decenni i motivi per essere orgogliosi di essere messinesi non è che siano poi tanti. Ieri sera però si è toccato il fondo. Nei giorni scorsi il prefetto Stefano Trotta ha annunciato che avrebbe regalato un concerto alla città.

“Il momento è difficile -aveva dichiarato Trotta in conferenza stampa- ma bisogna sperare in momenti migliori e ognuno deve fare la propria parte. Ecco perché abbiamo chiesto all’Ente Teatro, al Conservatorio Corelli e all’Istituto Antonello aiuto per organizzare il Concerto di Solidarietà che si terrà venerdì sera al Teatro Vittorio Emanuele. Niente inviti o posti riservati -aveva aggiunto il prefetto. Il concerto è per la città e tutti potranno assistere. Abbiamo cercato con questa serata di regalare un momento di serenità, abbiamo lavorato in sinergia ed i risultati ci sono stati”.

Un gesto di generosità che la città non ha raccolto. Le persone in sala non riempivano neanche la platea e su una città di 250 mila abitanti ieri sera al Vittorio Emanuele ce n’erano sì e no duecento.

Grandi assenti non solo i messinesi ma anche i rappresentanti istituzionali che nel pomeriggio avevano partecipato allo scambio di auguri in Prefettura e la classe politica. Dei sindacati, che pure affollano il Palazzo del Governo con le vertenze  praticamente ogni giorno, c’erano solo il segretario generale della Cisl Tonino Genovese, il responsabile Trasporti dell’Orsa Michele Barresi e Peppe Previti della FP Cgil insieme a Giovanni Milllimaggi. Poi, dopo la diretta televisiva da Casa Serena, è arrivata anche Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil. Presenti per un po’ i lavoratori dei servizi sociali insieme ai precari del Comune, che manifestavano all’esterno

e che hanno chiesto aiuto al prefetto per risolvere il problema delle loro vertenze.

I lavoratori dei servizi sociali protestano fuori dal Vittorio Emanuele

“Abbiamo affrontato nel dettaglio la vicenda di Casa Serena -ha spiegato il prefetto Trotta ai lavoratori prima di entrare in teatro- perché la scadenza del 31 dicembre incombe. Subito dopo l’Epifania saremo impegnati sul fronte dell’intero settore dei Servizi sociali. In ogni caso, entrambe le questioni sono collegate all’approvazione del Bilancio di Previsione 2012, senza il quale non si può fare nulla”.

Assenti invece tutti gli altri lavoratori le cui vertenze si sono discusse al Palazzo del Governo e che hanno visto impegnato il prefetto e tutto il suo staff senza un attimo di sosta.

Un atto di scortesia inspiegabile, che si può leggere solo con l’indifferenza che ormai permea la città. E i problemi che assillano ormai la maggior parte delle famiglie non possono essere una giustificazione, non solo perché il concerto era gratuito ma anche perché l’esibizione di un gruppo di giovani studenti del Conservatorio Corelli è comunque un gesto di speranza per il futuro.

In ogni caso, la serata è andata bene ed il pubblico ha apprezzato la performance del Dynamic Brass Quintet del Conservatorio Corelli formato da Salvatore Foti (tromba), Mauro Musarra (tromba), Matteo Leone (corno), Matteo Musarra (trombone) e Moreno Ravi Pinto (euphonium, trombone basso).

Il concerto, presentato dalla giornalista Gisella Cicciò, si è aperto con un classico natalizio come We wish you a merry Christmas ed è proseguito con Miller magic, Jurgens Pausen-Stomp, A song for JapanChristmas medley. E poi La cumparsita, Russian melodie, Oh happy dayFlorentiner march.

Alla fine applausi calorosi e la triste consapevolezza di una città indifferente alla bellezza di qualunque forma di manifestazione artistica.