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Un bene della mafia ad “Addiopizzo”, una vittoria sulla criminalità

Non “confiscato”, ma “liberato”. Così i ragazzi di Addiopizzo salutano il primo immobile, a Messina, sottratto alla mafia e utilizzato per scopi sociali. Si trova in via Roosevelt 6 ed è stato inaugurato questa mattina come sede operativa del Comitato Addiopizzo Messina, nato poco più di un anno fa da un gruppo di giovani impegnati in una “guerriglia” comunicativa contro il pizzo. Presenti numerose personalità cittadine, tra cui il questore Carmelo Gugliotta ed il colonnello Vincenzo Vellucci, comandante provinciale della Guardia di Finanza.

Acquisito al patrimonio del Comune, l’appartamento di via Roosevelt è stato concesso al Comitato Addiopizzo lo scorso luglio, in comodato d’uso per sette anni.

“Abbiamo vinto una gara pubblica presentando un progetto che si chiama Pago chi non paga e che promuove il consumo critico” ci spiega Enrico Interdonato, del consiglio direttivo del Comitato. “Con questo progetto intendiamo coinvolgere sempre di più i cittadini, abituandoli al consumo critico e spingendoli a fare i loro acquisti nei negozi che dichiarano di non pagare il pizzo. Attraverso una raccolta firme stileremo due liste, che nel 2013 saranno pubblicate sul nostro sito, addiopizzomessina.org: le due liste elencheranno sia i cittadini che i commercianti che dichiarano la loro volontà di aderire al commercio pizzo-free”.

Enrico Interdonato

Il bene “liberato” si prepara a diventare un punto di riferimento per la promozione della cultura della legalità. E questo con la vendita di prodotti realizzati in terre confiscate alla mafia, con il libero accesso alla biblioteca di Addiopizzo, con la garanzia di un sostegno scolastico per i ragazzi del quartiere, con l’organizzazione di attività ludiche ed educative, infine con la consulenza legale e psicologica di professionisti.

Presente all’inaugurazione anche Mariano Nicotra, presidente dell’Asam, l’Associazione antiracket di Messina, che vede l’apertura della nuova sede di Addiopizzo come “un’occasione che la città non deve perdere, soprattutto in un momento di grande difficoltà economica come quello che stiamo vivendo. L’attività di Addiopizzo rappresenta un punto di svolta messo in atto dai giovani, testimoni di una grande voglia di cambiamento”.

Mariano Nicotra, al centro con i ragazzi di Addiopizzo

Questa è l’economia sana secondo Nicotra, imprenditore edile che negli ultimi anni ha avuto il coraggio di denunciare le minacce subite da parte della mafia.

“Progetti come quelli di Addiopizzo e Asam Messina possono risanare la nostra economia malata -dichiara. Ora la palla passa ai cittadini, che hanno l’occasione di dimostrare allo Stato che il riscatto economico e sociale può partire anche da loro stessi, e con ottimi risultati, invece di abbandonarsi all’assistenzialismo”.

Alessandro Rizzo

Ad incoraggiare i ragazzi di Addiopizzo c’era anche Alessandro Rizzo, presidente della sezione messinese di Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media industria privata, oltre che  imprenditore edile che ha vissuto sotto scorta per essersi opposto a intimidazioni criminali.

“Questa giornata rappresenta un punto fermo nella lotta alla mafia -puntualizza. Un piccolo ma importante passo per far capire alle istituzioni e alla società civile, sempre più matura, che un gruppo di giovani sta provando a debellare certi mali. Addiopizzo oggi ha una sede, un luogo di dialogo e confronto e nel clima di dissesto in cui viviamo solo un evento come questo può darci la speranza che le cose possano realmente cambiare”.

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