Ultimi giorni dell’impero a Palazzo Zanca prima delle dimissioni di Basile & C.
MESSINA. Dirigenti e uffici sotto pressione per accelerare la pubblicazione di bandi che solitamente arrivano a ridosso dell’estate, riunioni frenetiche, lanci su lanci su facebook di ogni respiro (o sospiro) emesso da sindaci, il plurale è d’obbligo, assessori e presidenti di partecipate varie. A Palazzo Zanca si respira un’aria da ultimi giorni dell’impero.
Manca solo Massimo Decimo Meridio ma 19 secoli dopo e il quadro è completo. Per l’ufficializzazione delle dimissioni del sindaco Federico Basile e dei suoi assessori, con conseguente caduta dei sindaci-ombra Salvo Puccio (direttore generale del Comune) e Pippo Campagna (omologo della Città Metropolitana) è questione di ore.
C’è chi sostiene che saranno presentate domani, stando ai calcoli di altri il termine ultimo è la mezzanotte di oggi. Ma oggi o domani poco importa: per rientrare nella tornata elettorale di maggio-giugno è necessario chiudere la partita entro il 31 gennaio. Diversamente, c’è il rischio concreto, visto che il presidente Schifani non ha ancora indetto le elezioni, di condannare Messina a un lungo commissariamento, fino al prossimo giro elettorale nel 2027.
Intanto, se guardiamo alle recentissime azioni dell’amministrazione Basile-De Luca-Puccio, come diceva la famosa zia suora di Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina. Il riferimento è alle corse dell’ultimo minuto per pubblicare bandi che di solito vedono la luce a ridosso dell’estate (vedi “Estate addosso”, borse lavoro destinate ai giovani tra i 16 e i 25 anni che vivono nelle aree del Risanamento, un altro avviso pubblico per l’erogazione di voucher destinati all’attivazione di tirocini di inclusione sociale finanziati dal Fondo Povertà, ancora “Young Me”, tirocini di inclusione sociale per la fascia compresa tra i 18 e i 36 anni), e pare che qualcos’altro stia arrivando.
Insomma, bandi come se piovesse da MSC, anche se non è chiaro perché anche i finanziamenti ottenuti dal Comune debbano essere passati alla partecipata (o sarebbe meglio dire controllata?) che a sua volta li utilizza, annunci di altri impianti sportivi, un percorso culturale all’interno del Cimitero Monumentale, altre iniziative per Forte Ogliastri, anche queste in quota alla prezzemolina Messina Social City.
A che cosa serva tutta questa frenesia è chiaro anche alle migliaia di mattonelle divelte dei marciapiedi, soprattutto quelle delle periferie: dare un’immagine positiva dell’amministrazione prima delle imminenti elezioni. Basterà? Lo diranno gli elettori tra alcuni mesi.

