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U fuddittu, lo spiritello che ama fare dispetti

Per questo nuovo appuntamento con il Grimorium Messanae, abbandoniamo temporaneamente le presenze più conosciute e radicate nella cultura popolare (demoni e spiriti) per parlare di un’entità poco nota nella sua accezione malevola: il folletto.

Celebre a Messina come “u fuddittu” o “u cappidduzzu”, il folletto è un’emanazione spiritica molto ambigua e mutevole, ma quasi sempre dispettosa ed estremamente molesta. Capace di rendersi invisibile, la sua natura è di per sé anomala, a metà tra un genius loci e l’essere umano, del quale ricalca i molti vizi e le pochissime virtù. E’ schivo, ma al contempo non riesce a vivere lontano dai centri abitati proprio per la sua voglia di giocare tiri mancini al malcapitato di turno. Spesso usa ordire inganni che possono portare a gravi conseguenze, tra cui danni fisici e, nei casi più estremi, la morte del bersaglio da lui prescelto.

A volte, però, può mostrarsi benevolo, soprattutto con i neonati, che ama divertire durante il sonno. Tant’è che fino a qualche tempo fa, quando un bambino rideva nel sonno, i nonni dicevano: “Saravi u fuddittu cu fa scialari”. Preferisce “frequentare” i villaggi di campagna, che gli permettono di fare la spola tra il suo habitat naturale (i boschi) e le abitazioni degli uomini, spesso “infestate” per puro dispetto. Le sue sembianze sono ibride, a metà tra quelle umane e quelle animali. L’enorme mole di leggende sul

suo conto ne danno più di una descrizione, anche se una buona parte di esse lo connota come un essere non più alto di un metro, con un bellissimo volto ed un’abbondante capigliatura riccioluta.

Dalla vita in giù, il suo corpo sarebbe simile a quello di una capra, caratteristica che lo renderebbe una sorta di fauno in miniatura. Molto spesso indossa una mantella nera, ma non abbandona mai un piccolo copricapo rosso, una specie di fez morbido che sarebbe la sede di tutti i suoi poteri, senza il quale il folletto diverrebbe uno spiritello privo di ogni qualsiasi essenza. Si dice infatti che chi riesce a rubargli il berretto lo avrà in pugno e potrebbe farsi consegnare le grande ricchezze di cui solitamente dispone.

Stando alle leggende popolari, le campagne circostanti Messina pullulerebbero di folletti, anche se le dicerie sostengono che queste particolari creature si troverebbero pure in città, in luoghi che un tempo ospitavano i contadi. I folletti infatti, sarebbero estremamente restii a lasciare i loro luoghi di origine e la distruzione di questi ultimi li incattivirebbe a dismisura, spingendoli a vendicarsi malignamente sui nuovi abitanti.

In ogni caso, i folletti più “famosi” in città, di cui abbiamo testimonianze purtroppo non dirette, infesterebbero la zona a monte del viale Regina Elena, più o meno dove sorge la chiesa di Pompei, e le campagne di Castanea. Nella prossima puntata di Grimorium Messanae vi racconteremo questi particolarissimi episodi di incontri ravvicinati tra esseri umani e spiritelli.