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Tutto tutto niente niente

Tutto tutto niente niente

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

Regia: Giulio Manfredonia

Antonio Albanese torna sul grande schermo con il secondo film che racconta le vicende del suo popolarissimo personaggio Cetto La Qualunque, con la regia di Giulio Manfredonia che già lo aveva diretto in “Qualunquemente” e in “È Già ieri”, brillante remake della divertente commedia con Bill Murray “Ricomincio da capo”.

Nella cittadina di Cetto La Qualunque il consiglio comunale è stato sciolto e tutti i membri sono stati arrestati. Si fanno avanti in due oltre a Cetto per diventare il nuovo sindaco: Frengo Stoppato con delle personalissime idee per riformare la religione e guadagnarsi la beatitudine e Rodolfo Favaretto, secessionista fanatico che trae i suoi profitti dal commercio di clandestini. Ognuno dei tre dovrà sudare per guadagnarsi la pagnotta superando situazioni e problemi al limite del paradossale, ma perché preoccuparsi di un problema se si può occuparsene all’italiana?

Fare un ritratto tragicomico dell’Italia degli ultimi anni è facile come sparare ai pesci in un

barile, è una triste verità. I possibili spunti ti sono letteralmente tirati dietro e quindi non ci si deve preoccupare troppo dello sviluppo dell’idea, se si è un minimo competenti. Se a questo si aggiunge la performance del sempre bravo Antonio Albanese, la ricetta per due sane risate è assicurata.

Certo non si va troppo per il sottile, è una risata facile, ma non per questo meno saporita quella che ti esce di bocca. I temi toccati non sono neppure troppo originali (berlusconismo con bustarelle e sgallettate varie, secessionismo e affermazioni clamorose), ma come detto Albanese è bravo e vale da solo il prezzo del biglietto.

A lui poi si affiancano attori del calibro di Paolo Villaggio e Fabrizio Bentivoglio, calati in un’atmosfera che per certi versi ricorda il Neri Parenti di piccole perle come “Fantozzi”, per un risultato efficace, per quanto leggero. Divertente e ficcante, surreale e ahimé veritiero, c’è davvero poco da dire di male su questa pellicola e niente del tutto su Antonio Albanese che, come ha già dimostrato in più occasioni, è un attore completo come pochi nel panorama nazionale. Consigliato anche a chi non ha visto il primo film.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.