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“Tutto su mia madre” al Vittorio Emanuele

Un’operazione rischiosa ma perfettamente riuscita. Così la critica ha definito lo spettacolo “Tutto su mia madre”, tratto dal famoso e premiatissimo film di Pedro Almodovar uscito nel 1999 e ora in scena nel Teatro Vittorio Emanuele dal 26 al 29 aprile. La prima messinese è questa volta di giovedì anziché di mercoledì per evitare la concomitanza con la festività del 25 aprile. Caso raro di un testo teatrale (firmato da Samuel Adamson e presentato per la prima volta a Londra) derivato da una sceneggiatura cinematografica, nell’edizione italiana è interpretato da Elisabetta Pozzi, Alvia Reale, Eva Robin’s, Paola Di Meglio, Alberto Fasoli, Silvia Giulia Mendola, Giovanna Mangiù e Alberto Onofrietti. Regia di Leo Muscato, scene di Antonio Panzuto, costumi di Gianluca Falaschi, traduzione di Giovanni Lombardo Radice.

Molti ricorderanno la trama del film di Almodovar, un regista capace di indagare nel mondo dei sentimenti, anche quelli di un mondo spesso ai margini di quella che viene chiamata normalità. Lo spettacolo la ricalca ma solo parzialmente, assumendo anche caratteristiche proprie. «Manuela – racconta Muscato – ha un’esistenza decisamente poco ordinaria. Nel corso della sua vita ha fatto tante scelte, una più difficile dell’altra: quella di rimanere accanto all’uomo che amava anche dopo la trasformazione che l’ha portato ad avere un paio di tette più grosse delle sue; quella di fuggire lontano, sparire senza lasciare traccia di sé, nel momento in cui si rende conto di essere incinta. Quella di crescere suo figlio Esteban da sola, di non dirgli nulla di suo padre, chi fosse, cosa facesse né il perché della sua assenza… Ma un giorno suo figlio la mette con le spalle al muro ed esige da lei le risposte a tutte le domande che da diciassette anni gli risuonano in testa. Manuela si rende conto di non poter più fuggire e gli fa una promessa, quando però è il momento di mantenerla è ormai troppo

tardi, improvvisamente è un’altra vita. Manuela scappa di nuovo. Un profondo senso di colpa la porta a intraprendere un viaggio, a confrontarsi col passato e andare alla ricerca di quel padre, a cui poter finalmente raccontare tutto di suo figlio. In questo viaggio incontra altre donne in bilico sul ciglio della vita, ognuna col suo dolore che gli morde in petto, ma tutte con una visione ironica della propria esistenza, una sorta di basso continuo in questa sinfonia per anime sole. Incontra la famosa attrice Huma Rojo, un’icona per suo figlio Esteban, e scopre che nella vita privata è un’anima in pena, alla continua rincorsa di un amore malato verso una ragazza molto più giovane di lei, Nina, fragile, in fuga da ogni cosa, prima di tutto da se stessa. Incontra Suor Rosa, un’anima complicata che non vuole rinunciare a credere all’esistenza di un amore incondizionato che non si aspetti nulla in cambio. In parallelo Rosa vive il conflitto con sua madre, una donna apparentemente anaffettiva, ma che in realtà è soltanto indurita dalla vita. E incontra Agrado, travolgente amica trans, spirito franco, convinto che nella sua vita di autentico ci siano soltanto i sentimenti e il silicone. Manuela diventa necessaria a ciascuna di loro e in qualche modo inizia a imparare di nuovo a fare cose che possano durare nel tempo».

Il regista spiega poi le differenze del testo nel passaggio dal grande schermo al palcoscenico: «Lo spettacolo sta a una certa distanza dal film: il testo di Adamson ha un andamento quasi onirico ed Esteban diventa una figura Kantoriana, una specie di Virgilio che prende lo spettatore per mano e gli fa fare un viaggio nel suo taccuino, un luogo in bilico fra la realtà e l’immaginazione, in cui sono appuntate tutte le idee per scrivere un’opera teatrale su sua madre e il cui titolo sarebbe appunto “Tutto su mia madre”». 

TEATRO VITTORIO EMANUELE

Sabato 28 aprile ore 21,00;

domenica 29 aprile ore 17,30