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Tutti pazzi per me

Simona Piraino

Se per gli uomini esiste la ben nota ansia da prestazione, per noi signorine prossime all’agée esiste l’ansia da compensazione.

Che è quella smania di “compensare” il non ruolo di compagna/moglie/amante mostrando altre attitudini che, ottenendo l’approvazione incondizionata, ci facciano sembrare davvero speciali e candidabili allo status della donna perfetta.

E’ così che ci produciamo in elaborati costrutti gastronomici da stupire anche Mister Bastianich (ma che, hai fatto tu anche il pane?) e trascorriamo notti insonni solo per cesellare centoquaranta stelline in pasta di sale per gli addobbi natalizi (davvero le hai fatte tutte tu?).

L’ansia da compensazione è una sorta di strategia in-consapevole per dire al mondo intero, qualora non se fosse accorto, che c’abbiamo un curriculum vitae di comprovata autonomia e autosufficienza.

Che mica ci serve, per forza, un uomo a noi che ridipingiamo da sole la cucina, cambiamo i lampadari, montiamo la libreria Billy, individuiamo il guasto dello scooter, facciamo benzina all’automatico senza aiuto e, mai e poi mai, abbiamo bisogno di qualcuno che ci scorti fin sotto casa.

Il nostro essere donne con gli attributi e non solo donne con le gonne è, tuttavia, un’arma a doppio taglio. Oltre a essere motivo di ammirazione da parte di amiche e conoscenti maschili, la nostra indole multitask è l’alibi perfetto per tutti i seduttori poco inclini all’impegno.

L’uomo si sente, giustamente, sollevato e deresponsabilizzato di fronte al tipo di donna che, anche con il tacco tredici, riesce a trascinarsi da sola tre buste di spesa (da otto kg ciascuna) e un fardello di acqua minerale.

La donna mammola non è mai passata di moda, questo è il punto. La Gregoraci de’ noartri, che si stressa facendo la fila alle poste, ha più appeal di una che sa usare il cric. E, se nel breve periodo l’ansia da compensazione è vincente (ma come fai a far tutto?), i risultati si vanificano nel tempo.

Siamo/appariamo così forti e sicure di noi, che spesso l’uomo si sente autorizzato a mantenere comportamenti da cavernicolo finanche all’esonero dalla più elementare forma di sensibilità ed educazione.

A onor del vero, coriacee e autosufficienti lo siamo diventate per necessità (anche per sopravvivenza) ché se le cose non ce le sbrighiamo da sole, noi singole possiamo anche soccombere. Tutti gli esemplari bipedi maschili che, a vario titolo, sono presenti nella mia vita danno per scontata la mia capacità di autogestione.

Per intenderci: anche quando, uscita dallo studio oculistico, avevo la tropina negli occhi, sono rientrata a casa sola come Lucia di Lammermoor, ché a nessuno era balenato il pensiero di accompagnarmi.

Da oggi, cari signori uomini, io e le mie consorelle singole svestiremo i panni di Lara Croft, preferendo gli atteggiamenti leziosi e delicati delle eroine di Liala. Ci faremo accompagnare fino al portone, chiederemo aiuto per cambiare le batterie del cordless, aspetteremo il caffè a letto, sbatteremo le ciglia se c’è da portare il micio dal veterinario e l’unico onere culinario sarà quello di scongelarvi una pizza margherita.