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Trischitta canta De Andrè

Ivan Trischitta

L’atmosfera strizza l’occhio ad un salottino Beat Inglese a cavallo tra gli anni ‘60 e ’70. L’ingresso del The Room ci accoglie con due gigantografie dei Beatles e di Madonna, come a voler rappresentare l‘immortalità della musica, elemento trainante delle masse e dei popoli. Due immagini, due epoche ma un unico filo conduttore: la musica come elemento di aggregazione. Luci soffuse e comodi poufs di pelle fanno il resto.

L’antipasto musicale, che anticipa una lunga stagione di tributi musicali, è di tutto rispetto: Fabrizio De Andrè. Il dissacrante e provocatorio cantautore genovese continua timidamente, come era sua abitudine, a riscontrare un enorme successo tra i giovani musicisti. Se non altro perché seppe raccontare con le parole più adatte, crude, realistiche e poetiche le nostre tradizioni, i nostri tabù, le nostre debolezze.

Il trittico musicale composto da Ivan Trischitta, Marco Beccaria e Pierfabio Cardia, in chiave acustica, unplugged (se siete esterofili), ha viaggiato in lungo e in largo nella vasta produzione di De Andrè. Una storia sbagliata (di cui si suppone narri la vicenda del sequestro Moro) fa da apripista (dopo Canzone per l‘estate)  per una lunga carrellata di pezzi storici che non hanno bisogno di presentazioni come Il bombarolo, Andrea, Bocca di rosa, Il Pescatore, Don Raffaè, Via del Campo, Fiume sand creek.

Ma De Andrè non fu solo questo.

Al di là dei brani più popolari, chiunque si addentri nella produzione musicale del cantautore genovese scoprirà pian piano piccoli gioielli facenti parte di veri concept album. E’ il caso di Leggenda di Natale, Il Gorilla, Le Passanti, Un malato di cuore. Il culmine vien poi raggiunto con capolavori come Creuza de ma, Ho visto Nina Volare, La canzone di Marinella e La guerra di Piero. I tre musicisti convincono e riescono ad entrare nella dimensione intimista e cantautorale di De Andrè. Merito della voce di Trischitta che ben si presta al repertorio proposto e dell’affiatamento con gli altri due musicisti, Beccaria e Cardia.

La loro passione per la musica è tangibile. E fa la differenza. Gli A20, è questo il nome del gruppo, ha in progetto però ben oltre un discorso di tributi e cover. La primavera del 2012 vedrà il lancio del loro primo singolo inedito di cui ancora non trapela alcun dettaglio.

Non è una novità per Trischitta che già la scorsa estate, in collaborazione con  Mario Tumino, si è impegnato per un lavoro di musica inedita. Il nome del progetto è The Loc (The last ones of the class). Ben vengano le nuove idee. Il nostro sentimentalismo utopistico ci spinge sempre a sperare da parte della nostra amministrazione una maggior attenzione per gli artisti della città. Piccolo tesoro di cui dovremmo un po’ tutti prendercene cura. Voltiamo sempre lo sguardo al nord e verso altre dimensioni, senza accorgerci che di artisti ne abbiamo anche noi.

Ulteriori info:

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