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Tutelarsi dagli “invasori”

Gentile avv. Trimarchi, da circa vent’anni possiedo un fondo e lo coltivo. Su questo terreno c’è una casetta nella quale mi sono trasferito. Il fondo mi è stato affidato da un ente che lo ha acquistato appunto da venti anni. Qualche giorno fa sono arrivati i carabinieri e le ruspe: mi hanno chiuso l’accesso carrabile e provocato danni alle colture. Le persone intervenute hanno detto di essere lì in rappresentanza dei proprietari. Vorrei sapere cosa posso fare per tutelare i miei diritti. Grazie, Vincenzo F. 

Gentile Vincenzo, lei ha certamente diritto a vedere tutelato il suo possesso e può far valere le sue ragioni in sede giudiziaria, se necessario. La legge infatti,  guarda con molto favore al possessore riconoscendogli una tutela assai ampia che si concretezza nelle azioni possessorie, e cioè: l’azione di reintegrazione (volta a riottenere il possesso se lo si è perso), l’azione di manutenzione (per

far cessare le molestie e le turbativa), la denuncia di nuova opera e di danno temuto (per impedire la minaccia di turbative e l’incombere di fatti lesivi del possesso). Nel suo caso vi sono gli estremi per esperire un’azione di manutenzione. Ai sensi dell’art. 1170, c. 1°, del Codice Civile chi è stato molestato nel possesso di un immobile, di un diritto reale sopra un immobile o di una universalità di mobili può, entro l’anno dalla turbativa, chiedere la manutenzione del possesso medesimo.  L’azione è proponibile, come nel suo caso, anche nei confronti del proprietario che abbia cercato di farsi giustizia da solo appropriandosi del suo bene. L’autotutela non è infatti in linea di principio consentita, salvo il caso in cui la reazione sia concomitante all’offesa e ad essa proporzionata. Le ricordo inoltre che l’azione è possibile entro un anno dalla turbativa e che lei potrà anche agire per ottenere il rimborso dei danni subiti magari facendo quantificare tali danni attraverso una consulenza tecnica.