Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Turismo, il DDL di Figuccia: “Bollino di garanzia anti-coronavirus per strutture sicure”

SICILIA. La lotta al coronavirus non è ancora finita, ma è il momento di ripartire anche per il turismo. Promotore di una proposta legislativa è il deputato dell’UDC all’Assemblea regionale siciliana Vincenzo Figuccia, secondo cui bisogna istituire la Certificazione regionale della salute (CRS), che consiste in un apposito riconoscimento che la Regione conferirà alle strutture ricettive, ai servizi a esse collegate, ad aeroporti, porti, stazioni ferroviarie che adotteranno le misure individuate in uno o più protocolli elaborati dall’Assessorato regionale alla Salute, con la collaborazione delle aziende sanitarie della Sicilia, sentiti i rappresentanti delle categorie produttive interessate e nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria e nazionale in materia. “Stiamo vivendo la cosiddetta Fase 2 di un’emergenza che lascerà dei danni al tessuto economico della Sicilia – dichiara Figuccia – ma dobbiamo riprendere in mano la vita bruscamente interrotta e ripartire. Perciò è prioritario applicare protocolli di sicurezza in ogni settore lavorativo, tali da portare ai minimi termini le probabilità di contagio e diffusione del virus. Il turismo ha rappresentato e rappresenta attualmente un punto imprescindibile per il sostegno e lo sviluppo dell’economia dell’Isola. Sostenere il riavvio del comparto turistico è un dovere morale che spetta al Parlamento siciliano. Attraverso la CRS il settore turistico e tutto ciò a esso collegato potrà quindi ripartire, aiutato da un sistema che gli permetterà di conquistare la fiducia dei turisti che si sentiranno tutelati da tale riconoscimento, che si configurerà con un simbolo grafico identificativo. Trasmettere fiducia garantendo la salute dei turisti italiani e stranieri che vorranno visitare le bellezze straordinarie della nostra terra, rappresenta un segnale per il rilancio del comparto turistico imprescindibile per la ripartenza dell’economia siciliana”.