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Tris del Foggia, un’altra domenica da cancellare per l’ACR

Ancora sole al “San Filippo”. E peccato al bel tempo non abbia fatto seguito il risultato che il Messina attende da settimane. Quello della svolta. Quello che riscatta da certe brutte prestazioni.

ACR Messina 0 – Foggia 3. Ancora una domenica da dimenticare. Decidono le marcature di Giglio al 17′, quella del neo entrato Licata al 25′ st e infine quella di Zizzari al 50′ st.

Il modulo 4-2-3-1 quello scelto dal tecnico Gaetano Catalano. Iuliano tra i pali, nel reparto difensivo Cucinotta, Silvestri, Ignoffo e Quintoni. Bucolo e il neo acquisto Piovi a centrocampo. Infine, a completare l’undici titolare, Parachì, Guerriera e Lasagna dietro l’unica punta, capitan Corona.

Inatteso l’argentino Piovi in campo dal primo minuto. Si tratta, e pare lo sappia bene Catalano, di quel regista che può fare la differenza, tanto più adesso che l’assenza di Maiorano e la forma non ancora perfetta di Guadalupi possono gravare sulla costruzione del gioco. Assenti anche Chiaria e Costa Ferreira. Partenza dai box, invece, per Gherardi che nelle gare precedenti non ha evidentemente convinto come si attendeva facesse.

A dirigere la gara della settima giornata di campionato di Seconda Divisione Lega Pro Gianluca Ceccarelli di Rimini, coadiuvato dagli assistenti Alessandro Agostini di Frosinone e Veronica Vettorel di Latina. In maglia bianca pantaloncini e calzettoni neri i padroni di casa. Maglia rossonera, pantaloncini e calzettoni bianchi per i pugliesi.

Tiro dal limite su azione in contropiede di Venitucci al secondo minuto di gioco. La sfera alla sinistra di Iuliano. Un minuto dopo, primo a finire sul taccuino dell’arbitro Guerriera per un fallo nella metà campo.

Ritmi alti alla partenza. Squadre visibilmente aperte che cercano e al contempo concedono spazi. Ottimo al 6′ l’inserimento di Lasagna su lancio lungo di Guerriera dall’out destro. Chiude bene la difesa avversaria. Continui capovolgimenti di fronte. Piovi in mezzo smista palloni sulle fasce e prova a innescare le azioni.

Al 13′ anticipo provvidenziale di Silvestri nell’area piccola su un traversone partito dalla destra. Primo corner per i pugliesi. Battuta corta e recupero dei peloritani. Un altro calcio d’angolo per il Foggia, seguito al tiro deviato di Cavallaro, al 17′ e arriva la zampata vincente del numero 9 Giglio. Messina sotto di un gol. La curva prosegue nell’incitamento della squadra.

Ma è ancora l’undici di Padalino a tentare di sorprendere Iuliano con un pallonetto di Cavallaro dalla distanza che termina alto sulla traversa. Al 21′ si affaccia Quintoni sulla metà campo avversaria. Mette dentro per i compagni, ma la difesa pugliese letteralmente chiude capitan Corona.

Cartellino giallo per Ignoffo al 24′. A terra Grea che esce in barella dal campo. Punizione pericolosa dai venti metri di Agnelli e parata in due tempi di Iuliano. Altro tiro fuori misura di Ventucci al 28′. Più spregiudicati di fatto gli ospiti che, una rete in tasca, non esitano a calciare dalla distanza.

C’è da dire che a ogni interdizione dei pugliesi nella propria metà campo seguono azioni in contropiede che mettono in difficoltà la retroguardia peloritana. Veloce Giglio, pericolosissimo sull’out destro.

Ammonito

Giorgio Corona al 33′. Una gara nervosa che il Messina affronta con l’ansia di ribaltare il risultato in questa partita che doveva costituire la svolta in una stagione cominciata non benissimo.

Al 37′ Parachì, servito da Piovi, trova spazio sull’out sinistro e serve in area capitan Corona. Il tiro che ne viene fuori mira all’angolo alto della porta. Da fermo non avrebbe potuto imprimere una gran forza alla conclusione. Nessun problema per l’estremo difensore Narciso.

È il 40′ quando Quintoni sfiora la traversa su punizione. Ora è un Messina più aggressivo che ha alzato il baricentro. Foggia chiuso nella propria metaà campo. Su Corona converge il gioco dei peloritani. Insieme però al raddoppio di marcatura del reparto difensivo pugliese. Un minuto di recupero e si va negli spogliatoi. Messina sotto di un gol e 45 minuti per inseguire. E non deludere.

Squadre invariate al rientro, nella seconda frazione di gioco. Ingresso di Licata a rilevare l’infortunato Grea che si accascia a bordocampo. Guadalupi intanto sostituisce Piovi al 5′. Bucalo solo a centrocampo. Sulle sue spalle l’interdizione del gioco avversario.

Il Messina a spingere e il Foggia pericoloso nelle ripartenze. Fioccano le ammonizioni in casa giallorossa, palese segno d’affanno. Un tiro dalla sinistra di Agnelli al 10′, potente e impreciso.

Occasionissima Messina all’11’. Ottima conclusione di Guerriera solo davanti a Narciso. Il tiro si spegne alto sulla traversa. Un minuto dopo è il turno di Buongiorno. Lascia il rettangolo di gioco Silvestri. Messina decisamente a trazione anteriore. Occorre inventarsi qualcosa per scampare alla sconfitta casalinga.

Fuori Venitucci dentro D’Allocco dalla panchina di Padalino al 16′. Nessuna azione degna di nota da entrambe le parti. Corona al 18′ a terra in area. Indugia un istante e guarda il direttore di gara prima di rialzarsi. Nessuna protesta da parte del capitano già ammonito. E del resto non c’erano gli estremi per l’assegnazione del penalty.

È Parachì a perdere palla nella metà campo. Sugli sviluppi dell’azione, il Foggia rimedia il corner. Poco ordinata la difesa peloritana e ancora un tiro dalla bandierina per i pugliesi al 25′. Raddoppio del neo entrato Licata che, smarcatosi, trova la zampata che batte Iuliano.

Un minuto dopo sostituzione tra le fila del Messina. Bolzan rileva Quintoni. È dura adesso per una squadra che finora ha trovato a fatica la porta. Sfiora il gol Parachì al 29′. Aggancia perfettamente e sfodera un gran tiro cui sia oppone con estrema perizia Narciso.

Sostituzione tra le fila del Foggia. Zizzari per Cavallaro al 31′. Un minuto dopo ci prova Guadalupi. Un tiro potente dalla distanza e ancora una parata dello strabiliante Narciso. Ora il Messina ci mette davvero il cuore. Si gioca il tutto per tutto. I rossoneri provano ad abbassare i ritmi del match. E si rendono pericolosi al 38′ con D’Allocco. Si deve concedere per forza qualcosa all’avversario nel rincorrere quanto meno il pareggio.

Volano via anche i cinque minuti di recupero senza che i peloritani abbiamo più le forze fisiche e mentali per rialzarsi. Terzo gol del Foggia allo scadere. Zizzari batte Iuliano. Poi il fischio finale del direttore di gara. E i fischi della curva. Che ha avuto pazienza. Finora.