Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Tribunale del Lavoro di Messina: Giustizia è fatta per il trasferimento di una docente

MESSINA. Accolto dal Tribunale del Lavoro di Messina il ricorso patrocinato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con il quale è stato riconosciuto definitivamente il trasferimento richiesto da una docente assegnata a una diversa provincia della Sicilia. La docente, assunta a tempo indeterminato nel 2010, aveva richiesto nel 2016 il trasferimento dalla Provincia di Catania a quella di Messina. Il MIUR aveva però rigettato la richiesta mentre la accordava, però, ad altri docenti nella stessa scuola anche se questi erano in possesso di un punteggio minore, appartenevano a una diversa fascia e soprattutto erano stati assunti con una fase diversa e posteriore a quella dell’insegnante. Secondo quanto sostenuto in ricorso, tale scelta violava palesemente i dettami della Legge numero 107 del 2015 ed era in contrapposizione con il Contratto collettivo nazionale integrativo riguardante la mobilità del personale docente che in maniera puntuale e dettagliata disciplina i trasferimenti e l’ordine da seguire per le diverse fasi previste dal Piano Intermobiliare del 2016. Secondo quando sostenuto da Delia e Bonetti il Ministero aveva agito violando le norme di rango costituzionale e i criteri di assegnazione fissati dallo stesso CCNL,  interferendo in modo arbitrario sul riconoscimento del diritto, pregiudicando la posizione della docente e ledendo i principi di parità di trattamento, di trasparenza e di efficienza. Ora il giudice del Lavoro di Messina, ha affermato che “deve ritenersi illegittimo il mancato trasferimento della ricorrente presso l’ambito richiesto“ e ha ordinato al Ministero di provvedere all’immediato trasferimento della docente nella sede richiesta con condanna alle spese all’amministrazione soccombente.  L’avvocato Delia commenta: “Si tratta di una vittoria importante perché capace di ripristinare situazioni di legalità che erano state ingiustamente negate”.