Tre settimane part-time e la Messina va in tilt

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Nave FSE’ stata inaugurata in pompa magna il 26 luglio. Neanche un mese a mezzo servizio e i due motori vanno in avaria.

E così, a dispetto dei proclami dei dirigenti del Gruppo FS arrivati in città a promettere, promettere, promettere non si sa bene cosa, la nave Messina ieri pomeriggio si è fermata.

E si è fermata con a bordo un treno speciale carico di materiale infiammabile che si è dovuto prontamente trasferire sulla Riace.

Adesso il traghetto è fermo in una delle invasature della Stazione Marittima e visto che il personale non è stato adeguatamente formato da RFI (la controllata del Gruppo FS che gestisce i collegamenti via mare) e nessuno sembra sapere come intervenire, domani dovrebbero arrivare i tecnici del cantiere Apuania, dove è stato progettato e costruito.

Le avvisaglie che qualcosa non andava per il verso giusto c’erano già state alcuni giorni fa e forse il problema è stato sottovalutato. Resta il fatto che adesso in servizio c’è solo la quarantenne Iginia e se dovesse fermarsi anche questa, il trasporto targato Ferrovie dello Stato di treni e mezzi sullo Stretto si fermerebbe del tutto.

“A pochi giorni dall’inaugurazione il gioiello che doveva rappresentare secondo quanto sbandierato dalle Ferrovie il rilancio del traghettamento tra la sponda siciliana e quella calabrese si ferma per guasto ai motori -commenta Mariano Massaro, segretario generale di Orsa Sicilia. Non è un semplice guasto tecnico, ma l’ennesima dimostrazione della rocambolesca gestione dell’Impianto Navigazione di Messina, che sta trascinando il servizio essenziale di traghettamento pubblico nello Stretto verso la definitiva dismissione.

Abbiamo già denunciato come fosse inaccettabile che la nuova unità navale Messina fosse ancora utilizzata parzialmente con soli due equipaggi, mentre il servizio continuava ad essere garantito a stento con navi datate come la Iginia, che naviga al limite dei canoni minimi della sicurezza. La Villa è parcheggiata non si sa fino a quando nel dimenticatoio dei lavori e il futuro non sembra riservarle destino migliore di quello che ha portato alla dismissione delle Navi Sibari e Rosalia. La Scilla, nonostante i recenti lavori, presenta problematiche irrisolte e la Logudoru continua ad essere utilizzata parzialmente per periodiche problematiche tecniche”.

Rispetto al guasto della Messina, il sindacato Orsa punta il dito contro la gestione dei mezzi da parte dell’azienda di Stato. “Anomalie ai motori della nuova nave erano già state riscontrate nei giorni passati -spiega Massaro- ma evidentemente sottovalutate dalla dirigenza locale che non ha da subito messo nelle necessarie condizioni di operare le maestranze locali, mandate allo sbaraglio prive della necessaria familiarizzazione sul nuovo naviglio. Adesso si accertino le responsabilità di una dirigenza aziendale che ha prestato negli anni il fianco alla dismissione della navigazione sullo Stretto da parte di RFI, mentre per la difesa del servizio e dell’occupazione l’Orsa ha dichiarato, come annunciato due giorni fa, lo sciopero di otto ore del comparto messinese il prossimo 12 settembre “.

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