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Tre giorni per ricordare la visita di papa Wojtyla a Messina

da sin. Piero Orteca, Lino Morgante. Milena Romeo e il cardinale Dziwisz

Una tre giorni con il cardinale Dziwisz per ricordare la visita di Giovanni Paolo II a Messina. Oggi alle 17, al Teatro dell’Istituto Cristo Re di viale Principe Umberto, sarà intervistato da Rocco Familiari uno dei maestri del cinema mondiale, Kristoff Zanussi, il regista polacco autore del film “Il Papa venuto da lontano”.

Intanto ieri mattina si è tenuto l’incontro con il cardinale Stanislaw Dziwisz, segretario particolare di Giovanni Paolo II. L’evento rientra nella tre giorni organizzata per ricordare il 25esimo anniversario della visita a Messina di papa Wojtyla in occasione della canonizzazione di santa Eustochia Smeralda Calafato.

Le manifestazioni di rilievo internazionale sono state organizzate dal Comitato promotore, formato dai Padri Rogazionisti di Messina del Santuario di Sant’Antonio e dell’Istituto Cristo Re, dall’Associazione culturale “Antonello da Messina”, dall’Associazione “Cara beltà-Sicilia”, dalla Fondazione Bonino Pulejo e dalle Clarisse di Montevergine.

Presenti all’incontro di ieri, oltre all’Arcivescovo di Cracovia, il direttore editoriale della Gazzetta del Sud Lino Morgante e il consigliere culturale della Fondazione Bonino-Pulejo, Piero Orteca. I lavori sono stati coordinati da Milena Romeo.

Monsignor Carmelo Lupò ha portato al Cardinale Dziwisz i saluti della Chiesa messinese. “Non si può dimenticare mai questo mare bello, l’atmosfera da parte della gente, che ha accolto con grande simpatia Giovanni Paolo II”. Così il Cardinale Dziwisz ha ricordato il giorno il Papa, guardando lo scenario dello Stretto, ha detto: “Voi siete molto fortunati, perché siete più vicini a Dio”.

Sua Eminenza Dziwisz, sull’imminente prospettata canonizzazione di Papa Wojtyla, ha dichiarato: “Speriamo avvenga ad ottobre, ma lasciamo questa decisione a Papa Francesco. Il processo di canonizzazione è andato molto bene, sono stati riconosciuti non uno, ma molti miracoli per intercessione di Papa Giovanni II e, quindi, la strada per la santificazione è aperta”.

Poi, il Cardinale Dziwisz ha raccontato il Wojtyla uomo, vescovo e pontefice, dagli anni del lavoro in miniera in Polonia, a quelli da studente fino a diventare il Capo della Chiesa Cattolica. E lo ha fatto attraverso l’opera poetica e drammaturgica di Giovanni Paolo II, soffermandosi sul “Trittico romano”, il Papa ha scritto durante il suoi anni in Vaticano. Un capolavoro suddiviso in tre parti, con i versi su Dio Creatore dell’universo; sulla bellezza e la bontà dell’umanità offuscate dal peccato, tema ispirato dal “Giudizio universale” di Michelangelo della Cappella Sistina; la Speranza nella Redenzione dell’uomo.

Su input degli interventi di Orteca e Morgante, il Cardinale Dziwisz ha parlato del determinante contributo di Papa Wojtyla alla nascita di Solidarnosc, alla “primavera polacca”, al crollo del muro di Berlino, alla fine pacifica della Guerra fredda, all’attualissimo tema dei pericoli di un capitalismo senza etica e tutto con quella fermezza e autorevolezza riconosciuta dai potenti della terra e con quel motto “Non abbiate paura”, che “è stata chiave della vita stessa di Giovanni Paolo II e del suo pontificato”.

Nel corso della mattinata si è svolto anche il convegno coordinato da Milena Romeo, che  ha approfondito la figura di Wojtyla come intellettuale, poeta e drammaturgo, con i contributi di Lia Fava Guzzetta (Lumsa di Roma) e Martha Burchardt (Università di Cracovia), la più grande studiosa di Papa Giovanni Paolo II, e le letture poetiche di Vittorio Ciccocioppo.