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Barcellona PG, trasportato al Cutroni Zodda per sospetto Covid-19 gli dicono di fare il tampone privatamente

Barcellona PG – Riceviamo e pubblichiamo dal dottore Gaetano Torre l’odissea vissuta da un membro della propria famiglia trasportato al Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo per sospetto caso Covid-19. Secondo quanto riferito dal dottore Torre, il proprio familiare sarebbe stato “invitato” a effettuare il tampone di controllo privatamente o presso l’Usca, non avendo la struttura direttive in tal senso. Ci si augura che possa essersi trattato di un caso isolato, poiché se così non fosse, si tratterebbe di un comportamento pericoloso che metterebbe a rischio i pazienti, il personale sanitario e il funzionamento di un servizio che invece deve essere preservato e difeso per il bene di tutti.                                                                Di seguito

pubblichiamo integralmente la denuncia del dottore Torre. “Da medico e padre di famiglia denuncio pubblicamente quanto successo alcuni giorni fa al Cutroni Zodda – dichiara Torre -. Nonostante la disponibilità degli operatori, sono stato invitato a fare effettuare il tampone privatamente o presso L’Usca, non avendo la struttura direttive in tal senso. Siamo stati privati dell’ospedale per emergenza Covid-19 ma il pronto soccorso non è autorizzato a dare in urgenza tamponi – rimarca Torre. Una città abbandonata a sé stessa, dove la politica è assente e il commissario Covid-19 viene in città in visita di rappresentanza ma non da direttive per le urgenze”. Il Dottore Torre si augura che “le autorità competenti intervengano con urgenza prima che avvenga l’irreparabile. Mi chiedo da medico: ci hanno tolto l’Ospedale ed il pronto soccorso per emergenza Covid-19 ma la struttura non ha le direttive per gestire una urgenza di sospetto Covid-19”.

Carmelo Amato

Il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori comunali, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini.