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Transazione ATO 3 e Messinambiente, si rinvia a dopo Ferragosto

L'incontro di ieri per discutere delle problematiche di ATO3 e Messinambiente

Messinambiente chiede 23 milioni per il periodo compreso tra il 2007 ed il 2011, l’ATO 3 è disposta a riconoscerne solo 6. Per il 2012 e i primi 7 mesi del 2013 Messinambiente chiede 11 milioni e l’ATO in questo caso è pronto a pagarne 10.

Ma con questo balletto di numeri arrivare ad un accordo non è facile e tutto è stato rinviato a dopo Ferragosto. La Vara e la sua complessa macchina organizzativa incombono e non si può fare diversamente.

“Su cifre del genere non si può ragionare in due giorni -spiega Dario Zaccone, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Messina. Stiamo lavorando alla transazione, ma c’è la necessità di un’analisi approfondita di dati e cifre ed è quello che faremo”.

Intanto, l’amministrazione Accorinti ha ritirato la delibera già predisposta e prima di consegnarla al Consiglio comunale la riscriverà. Si sta lavorando per ottenere un prestito dal Fondo di Rotazione regionale per coprire gli oltre 14 milioni di euro necessari a Palazzo Zanca per liquidare l’ATO 3 entro i termini previsti e sarà poi l’Aula a decidere.

“Per coprire invece i costi della transazione tra Messinambiente e ATO 3 -spiega ancora Zaccone- quando saranno definiti e il Consiglio comunale li riconoscerà come debiti fuori Bilancio, per pagarli si utilizzeranno le somme del Fondo di Rotazione nazionale, una volta che riusciremo ad accedere”.

Intanto sulla città incombe la minaccia della chiusura della discarica di Mazzarà Sant’Andrea, dove ieri mattina il sindaco Accorinti e l’assessore all’Ambiente Ialacqua hanno effettuato un sopralluogo. La società proprietaria del sito lamenta il blocco dei lavori per la realizzazione dei nuovi impianti destinati alla raccolta differenziata e difficoltà complessive a causa del mancato pagamento dei servizi resi ai Comuni ed è pronta a fermare tutto da lunedì.

“Eventualità questa da scongiurare a qualsiasi costo -commenta il commissario liquidatore di Messinambiente Armando Di Maria- perché non sapremmo davvero come fare”. Rispetto alla transazione con l’ATO 3, Di Maria è molto chiaro: “Non capisco davvero come siano arrivati a quantificare in 6 milioni i servizi resi. Sono riuscito a firmare solo una perizia sui costi, quella del 2009, che poi però è stata modificata a settembre di quell’anno. Stiamo ragionando su una transazione e vedremo dove arriveremo”.