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Traghetti, l’Orsa a Franza: “Usa la città come servitù di passaggio”

Sui costi del traghettamento privato si alzano i toni dello scontro. Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Caronte&Tourist Vincenzo Franza dopo il vertice convocato dal sindaco Accorinti mercoledì scorso a Palazzo Zanca, non sono proprio andate giù al delegato regionale di Orsa Trasporti Michele Barresi.

Che inchioda la società privata alle proprie responsabilità e rilancia l’idea della flotta comunale, proposta da Accorinti e dal movimento reset! durante la campagna elettorale.

Nella lettera inviata al primo cittadino di Messina, Franza distingue tra pedoni e passeggeri con mezzo al seguito, sottolineando che “il core business della Società è proprio l’autotraghettamento e che il trasporto dalla Sicilia al Continente -e viceversa-  dei passeggeri a piedi costituisce tradizionalmente un servizio, per così dire, accessorio reso proprio per la consapevolezza della domanda di mobilità dei cittadini dell’area dello Stretto.

Ciò è tanto vero che il transito a piedi sulle nostre navi è stato per oltre quarant’anni gratuito. E anche dopo, quando normative di origine sovranazionale hanno reso obbligatorio il possesso dei titoli di viaggio, il prezzo richiesto ai clienti è stato sostanzialmente simbolico ed è stato elevato solo nella circostanza dell’intervento pubblico per il sostegno economico al collegamento veloce tra le due sponde dello Stretto (leggasi contributi statali al Consorzio Metromare).

Se i vettori destinatari a tutt’oggi di finanziamento riterranno di abbassare le proprie tariffe e le navi della nostra flotta vedranno finalmente riconosciute le istanze per l’incremento del numero massimo di passeggeri trasportabili in sicurezza, non mancheremo di ridurre anche il prezzo dei nostri biglietti”.

Fin qui tutto chiaro: il biglietto dei pedoni è stato aumentato solo dopo i contributi concessi al Consorzio Metromare, costituito da Ustica Lines come socio di maggioranza e da RFI, controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato. Se anche alla Caronte&Tourist arriveranno dei contributi, allora si rivedranno i costi dei biglietti dei passeggeri appiedati.

Michele Barresi, delegato regionale Orsa Trasporti

“Diverso e differente è l’àmbito del traghettamento di autoveicoli (dove le tariffe partono da un costo minimo di 37 euro, ndr). Storicamente i residenti delle due province godevano di un trattamento privilegiato rispetto ai clienti di altra provenienza. Tale discrimine è stato reso difficile, se non impossibile, dall’abolizione delle sigle della provincia dalle targhe automobilistiche.

E nondimeno

da subito la Caronte & Tourist, sulla base di ricerche di mercato specialistiche e al fine di favorire la pendolarità – che è la modalità di transito tipica dei residenti – ha proposto una differenziazione “per durata” dei prezzi dei biglietti e una scontistica incrementale.

Potremmo dire -conclude Franza- che l’interesse per l’integrazione dell’area dello Stretto e la conurbazione delle due province è nel DNA della Caronte & Tourist, che intende continuare a concorrervi, pur non essendo un vettore pubblico né in alcun modo destinataria di forme di sostegno alla continuità territoriale, per la consapevolezza della propria funzione civica e per responsabilità sociale. E’ di tutta evidenza, tuttavia, che un tema siffatto trova origine e radicamento nei diritti costituzionalmente garantiti e può trovare soluzioni strutturali solo e soltanto nell’ambito di impegni istituzionali”.

La replica di Orsa Trasporti non si è fatta attendere. “La risposta di Caronte&Tourist -dichiara Barresi- palesa l’arroganza di chi rilancia e chiede sempre di piu’ restando indifferente ai bisogni dei cittadini risponde col cinismo di chi pensa solo al massimo profitto e di chi usa da decenni indisturbato la città come propria servitù di passaggio.

L’Orsa chiede tariffe agevolate per i residenti come senso di responsabilità verso la cittadinanza, per agevolare la conurbazione dell’area dello stretto e per dare un segnale di disponibilita’ ai cittadini schiavi dei TIR da troppo tempo. Ma l’armatore privato continua invece ad alzare il prezzo cercando di dare futili spiegazioni a quelle che sono state da sempre palesemente e unicamente rigide politiche di businnes e accordi di cartello fuori mercato a danno dei pendolari dello Stretto e risponde cercando sovvenzioni pubbliche e deroghe alle regole sulle tabelle d’armamento.

Non chiediamo tariffe a tempo, anch’esse esose, ma costi sociali di traghettamento. Un residente deve poter traghettare con la propria autovettura spendendo tra andata e ritorno non più di 10 euro. Se questa è la reazione del privato, l’unico interlocutore resta Bluferries (società delle Ferrovie dello Stato che è subentrata a RFI nel trasporto mezzi e passeggeri, ndr), che ha il dovere di mantenere il proprio ruolo di vettore pubblico anche nel moderare le tariffe.

Un’apertura di FS a tale ragionamento -spiega Barresi- oltre ad essere un grande segnale dato alla città avrebbe anche l’effetto di costringere a più miti consigli il concorrente privato e a rompere il sistema. Oggi più che mai secondo l’Orsa bisogna insistere e accelerare la realizzazione della flotta comunale. Unica risposta vera, funzionale e vantaggiosa economicamente, che l’amministrazione comunale può dare alla città per uscire definitivamente dalla schiavitù dei traghettatori privati”.