Traffico di droga in Sicilia, 54 arresti. In alcuni casi usate ambulanze per il trasporto

Le indagini, condotte in maniera sinergica dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Messina e dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo PEF di Messina, traggono origine da approfondimenti avviati su una delle principali piazze di spaccio del capoluogo peloritano, il quartiere di Giostra, già teatro di eventi criminali e noto per la significativa presenza di esponenti di spicco della criminalità organizzata, anche di matrice mafiosa. In questo contesto, la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha disposto l’avvio di indagini tecniche (telefoniche, ambientali, telematiche con captatore informatico e di video ripresa) che, supportate da serrate attività tipiche di polizia giudiziaria sul territorio, consentivano di svelare l’esistenza e l’operatività di un’agguerrita associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico.

Fondamentale il contributo di un pentito che si è dissociato dal gruppo criminale e che con le proprie rivelazioni ha consentito una ricostruzione precisa della fitta rete di e degli affari illeciti intessuti dalla consorteria criminale.

Le indagini hanno fatto piena luce su come la complessa organizzazione criminale potesse vantare stabili canali di approvvigionamento, indispensabili per garantire il costante flusso di

droga di varie tipologie, dalla cocaina, alla marijuana e all’hashish. In particolare: 1. un primo canale, molto più strutturato degli altri, anche per la documentata frequenza delle illecite consegne, riferibile a soggetti con base operativa a Reggio Calabria e nelle roccaforti ndranghetiste di San Luca e Melito Porto Salvo.
In particolare, circa la solidità dell’illecito business, oltre all’utilizzo di sistemi di
comunicazione criptati, basti dire come, in piena pandemia, considerate le stringenti
restrizioni sulla circolazione di mezzi e persone, i fornitori calabresi, al fine di eludere
i controlli delle Forze di Polizia e poter beneficiare, nel contempo, di un canale di
passaggio prioritario sullo Stretto, provvedessero alla consegna dello stupefacente a
Messina utilizzando autoambulanze;
2. un secondo canale, parallelo al primo, riferibile a soggetti operanti a Catania, risultati
attivi nel quartiere ad alta densità criminale di del capoluogo etneo;
(b) di individuare una capillare rete di pusher e intermediari, responsabili della gestione
operativa del narcotraffico: dalla consegna al dettaglio ai singoli clienti, sino alle forniture
più significative.
La base operativa dell’associazione era collocata all’interno di un vicolo cieco del quartiere
Giostra, così da poter costantemente monitorare qualsiasi tipo di accesso. Al medesimo fine,
con l’obiettivo di tutelare l’illecito traffico, il gruppo investigato è risultato utilizzare, quale luogo
di occultamento di armi e stupefacenti, una baracca abbandonata. In altri termini, un sodalizio
criminale dinamico e strutturato, in grado persino di contrattare con organizzazioni calabresi
l’acquisto di armi da guerra, come fucili mitragliatori del tipo Uzi, dotati di silenziatore.
Sul punto, è lo stesso Giudice di prime cure che, nella valutazione della sussistenza delle
esigenze cautelari, sottolinea come il traffico di stupefacenti oggetto d’indagine sia
caratterizzato da “tratti di inquietante sistematicità e pianificazione”, definendolo, senza alcuna
iperbole, come di tipo “imprenditoriale”.
Sotto il profilo economico-finanziario, infine, si è documentata la disponibilità di beni mobili ed
immobili in misura sproporzionata al reddito lecitamente dichiarato ed al tenore di vita
sostenuto, da qui il disposto ed eseguito sequestro di unità immobiliari, autoveicoli e
motoveicoli, per un valore complessivo stimato di circa 500.000,00 euro. Parimenti, è emerso
come 17 soggetti, dei 61 arrestati, risultassero percettori/beneficiari di reddito di cittadinanza.
L’attività investigativa sfociata nell’odierna operazione di polizia si colloca nel più ampio quadro
delle attività poste in essere dalla Guardia di Finanza volte alla repressione della produzione,
traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti.