Tra PNRR e programmazione europea: tutta la verità sui finanziamenti destinati a Messina
MESSINA. “Follow the money”, dicevano nel film “Tutti gli uomini del presidente”. “Follow the money” diciamo noi, per capire gli ultimi anni di amministrazione Basile-De Luca-Puccio, come sempre in ordine rigorosamente alfabetico, tra la Programmazione 2021-2027 e il PNRR: quanti progetti sono stati presentati, quanti fondi sono stati assegnati e come sono stati spesi.
I cicli di programma che si possono controllare su Open Coesione, meravigliosa piattaforma per chi ama i dati reali delle amministrazioni locali, sono quattro: FESR FSC da ciclo 2000-2006 (12 progetti), ciclo di programmazione 2007-2013 (48 progetti), ciclo di programmazione 2014-2020 (334 progetti) e ciclo di programmazione 2021-2027 (52 progetti). Concentriamoci sugli ultimi due: il primo è a cavallo dell’amministrazione Renato Accorinti-Accorinti De Luca, il secondo Cateno De Luca-Federico Basile. Nel primo sono inseriti 334 progetti, nel secondo 52, con uno scarto di ben 282 progetti tra l’uno e l’altro: anche tenendo conto dei 34 progetti del PNRR, la differenza tra gli anni di De Luca e quelli di Basile è enorme, quasi inspiegabile.
Probabilmente si tratta di una scelta dell’esecutivo, forse coincisa con la decisione dell’assessore Carlotta Previti, che curava proprio la programmazione europea, di mollare al proprio destino la Giunta Basile dopo neanche un anno. Resta il fatto, che tra la ridottissima programmazione dell’attuale amministrazione passata nelle mani del direttore generale Salvo Puccio e le imminenti dimissioni della stessa pretese da Cateno De Luca, non si esclude che si arrivi al 2028 senza un euro in cassa e allora, soprattutto nel caso dei servizi sociali, come si riusciranno a coprire tutti i settori che al momento si reggono sui fondi extra bilancio? Una gatta che dovrà pelare il sindaco che vincerà le prossime elezioni.
La programmazione 2014-2020 vede un totale di 296,1 milioni (187,4 dei quali monitorati), il 46% di progetti conclusi, l’1% di progetti liquidati, il 50% di progetti in corso e il 2% di progetti non avviati. Gli interventi riguardano i settori: inclusione sociale e salute (33%), trasporti e mobilità (27%), ambiente (11%), energia (9%), reti e servizi digitali (8%), capacità amministrativa (6%), istruzione e formazione (3%), cultura e turismo e occupazione e lavoro (1%), competitività delle imprese e ricerca e innovazione (0%).
La programmazione 2021-2027 vede un totale di 278 milioni di euro, con 22,6 milioni monitorati, il 77% di progetti in corso, il 17% di progetti non avviati e il 5% giudicato non determinabile, presumibilmente perché il Comune non ha trasmesso le informazioni. In questo caso gli interventi riguardano mobilità e trasporti (47%), cultura e turismo (10%), inclusione sociale e salute (10%), occupazione e lavoro (9%), ambiente (8%), reti e servizi digitali (5%), competitività delle imprese (5%), istruzione e formazione (4%), capacità amministrativa (1%), energia e ricerca e innovazione (0%).
Il dato comune tra le scelte dell’esecutivo attuale e di quello precedente, è lo 0% dei progetti per la ricerca e l’innovazione.
I progetti con maggiori finanziamenti riguardano il pozzo senza fondo del porto di Tremestieri (piattaforma logistica e scalo portuale) 115.682.430 euro, la rigenerazione urbana (25 milioni di euro) e i piani personalizzati per minori disabili (19.328.465 euro).
Per quanto riguarda il PNRR, il Comune di Messina ha ottenuto fondi per 147 milioni di euro con 34 progetti approvati. Di questi, 6 progetti sono stati ultimati per un importo di 2.042.849 euro. Altri 12 progetti sono in corso (61.289.727,33 euro), 2 progetti sono nella fase di esecuzione lavori non avviata (15.264.147,29 euro), 5 progetti sono in fase di collaudo, due collaudi con iter concluso, (62.517.613,69 euro). E ancora: 2 progetti sono in fase di pubblicazione di bando gara (3.550.000 euro), un progetto è in fase di predisposizione del capitolato ma non risulta ancora avviato (710.000 euro), 2 progetti sono in fase di stipula contratto (421.500 euro), altri due sono in esecuzione fornitura, una già avviata e l’altra da avviare, 750.000 euro). Gli ultimi due progetti sono in fase di aggiudicazione (1.o10.000 euro).
I dati che abbiamo elaborato sono aggiornati al 31.10.25 e c’è uno scarto di 3 mesi durante il quale non si possono certo aspettare miracoli. Visto che tutti i progetti relativi alla scuola devono essere completati entro il 31 marzo 2026 e tutti gli altri, a meno che non ci siano disposizioni specifiche, entro il 31 agosto di quest’anno, è evidente che Palazzo Zanca è fortemente in ritardo. Nel sito del Comune non risulta la rendicontazione, ma sembra difficile che si riesca a chiuderli tutti entro il 2026 senza una deroga. Il rischio? Quello di perdere i fondi assegnati.

