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To Rome with love

To Rome with love 

Paese: Italia/Spagna/U.S.A.

Genere: Commedia sentimentale

Durata: 131 minuti

Regia: Woody Allen 

Nuova pellicola di Woody Allen incentrata sull’amore e su una delle città più amate del mondo. Cosa c’è di peggio, volendo girare una commedia sentimentale, se non riunire una manciata di nomi celebri da far gigioneggiare per un paio d’ore? Basta pensare ai vari “Femmine contro maschi” piuttosto che “Manuale d’amore” per farsi due conti. Il problema è che quando tutto questo è affidato a Woody Allen, i conti non tornano. 

Non siamo di fronte ad una plateale dichiarazione d’amore di un uomo ad una città come nello splendido “Midnight in Paris”: questo è un omaggio talmente smaccato da sembrare una locandina per turisti. Roma è romantica, pittoresca e magica (persino senza traffico!). Meno amore verso Roma rispetto a Parigi, ma anche più affetto. L’errore sta proprio nel volerlo paragonare all’ultima fatica dell’artista; il primo ha una storia lineare, concreta e palpabile, nonostante la scelta del tocco di onirico. Il secondo invece è una carrellata

surreale, intinta di umorismo (e qualche luogo comune) e perfino più onirica, folle e spiazzante. 

Quindi è inutile incrociare le braccia e fare le zitelle acide facendo paragoni infantili e abitare nel paese più bello del mondo non deve renderci arroganti al punto da non saper ridere di noi stessi; l’interpretazione di Allen è esilarante, le trovate spassose, gli attori tutti brillanti, da Baldwin alla bellissima Mastronardi, dalla sensualissima Cruz a Tiberi, dal grande Albanese allo stesso Allen. Da evidenziare la quantità rilevante di grandi attori che hanno accettato anche solo piccoli camei pur di recitare sotto Allen, come Ninni Bruschetta, Ornella Muti, Riccardo Scamarcio, Giammarco Tognazzi e Giuliano Gemma, oltre ad altre facce note che fanno capolino qua e là, come gli stilisti Dolce&Gabbana, Mario Biondi, Carol Alt. 

Da evidenziare su tutti la parte riservata a Benigni, con la quale Allen realizza la più graffiante satira sulla televisione italiana e sugli italiani in generale, dipingendo il sogno di ogni italiano (ma più in generale dell’essere umano) e cioè la notorietà, l’essere amati, senza nessun motivo per meritarlo. Consigliato a chi sa prendersi in giro.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.