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Tiziano, Romeo della canzone italiana

“Questo sono io, e solo io, nell’attimo in cui ho deciso

Chiare e precise le parole di Tiziano Ferro. Dopo il coming out ed il libro autobiografico l’Italietta dei pettegolezzi è corsa subito alla frenetica ricerca del partner del cantautore di Latina. Ma qui si parla di musica. E Tiziano Ferro, nel tempo, ha dimostrato di essere veramente una delle poche risorse cantautoriali italiane con un alto potenziale per costruirsi una carriera decennale.

Trattasi di cantautore e per questo, nel bene e nel male, rappresentante di se stesso. Quello che salta agli occhi, anzi alle orecchie, ascoltando il nuovo disco “L’amore è una cosa semplice” è un puro, dolce, e sincero innamoramento. E’ un disco d’amore, che parla d’amore. Un tema tanto inflazionato in ogni dove, che spesso rischia di essere trattato banalmente ma che, ironia delle cose, oggi sembra davvero un tema trasgressivo. Basta guardarci intorno per renderci conto di quanto oggi si parli sempre meno d’amore.

Sommersi da manovre finanziarie, crisi sociali, disoccupazione allarmante e un preoccupante “mettersi in riga bravi bravini” a interpretare il ruolo degli sconfitti dall’era moderna (grazie Kubrick). Tiziano Ferro parla d’amore. Lo abbiamo già detto. Ma il cantautore sembra proprio un Romeo della canzone italiana, o un cupido se preferite. Alla vecchia, tradizionale maniera dichiara il suo amore. Altro che sintetici e freddi sms con scritto Ta (ti amo), Tvb (ti voglio bene), Tvtmtmtb (ti voglio tanto, ma tanto, ma tanto bene..),  anche se nel disco una canzone è intitolata proprio “TVM” (Ti voglio male).

Il romanticismo è la sua forza. Ma non solo. Ferro è riuscito a creare e imporre un suo stile, tanto da essere riconoscibile sia che interpreti le proprie canzoni o che le scriva per altri. La sua metrica e le sue melodie sono inconfondibili. Riesce con grande maestria a dar voce, musicalmente, ad ogni

singola parola. Nulla è riempitivo, nulla è lasciato al caso. Un carrillon di parole efficace. Tutto il pessimismo che si avvertiva nel disco precedente “Alla mia età” del 2008 ha lasciato spazio ad una luce, una serenità ed un positivismo facilmente rintracciabili nei testi delle nuove canzoni.

Se nel 2008 cantava “ovunque andrò quella paura tornerà domani..” oggi canta “Paura non ho”. Un cambiamento. E’ indubbio che artefice di questo cambiamento, in positivo, sia stato il suo coming out. Oggi Ferro è l’unico cantautore italiano gay dichiarato. Alla faccia di chi nel panorama della musica italiana ha nascosto, ritrattato o negato tale “orientamento”. Ma nascondere, ritrattare o negare, altro non è che discriminare se stessi, senza rendersene conto, o essere estremamente furbi per raggiungere un pubblico più trasversale possibile per il proprio tornaconto.

Che Ferro possa piacere o no può starci. Ma a suo merito, c’è il coraggio di prendere pubblicamente una posizione chiara ed inequivocabile. E forse la sincerità e la spontaneità con cui ha finalmente raccontato di sé è stata per questo premiata. Lo dimostra il successo del nuovo disco, già vendutissimo sin dai primi giorni. Pare proprio che le ragazzine sue fans non siano rimaste molto sconvolte dal suo orientamento sessuale (ci mancherebbe!).

E, dall’altro lato, avrà anche attirato il sostegno, la simpatia e la stima del popolo gay. Se pensiamo a come nel lontano 1976 in quella tanto decantata America, patria della libertà, molti fans uscirono per strada per bruciare letteralmente i dischi di Elton John, che alla nota rivista americana “Rolling stone” dichiarò la sua bisessualità oggi, epoca in cui il clima dell’omofobia è tornato prepotentemente e disgraziatamente in auge, possiamo notare quanto Ferro sia stato coraggioso. In questo mondo di pochi numeri uno e tanti numeri piccoli, si ha bisogno di gente che non si scordi che sono proprio i tanti numeri piccoli a fare i grandi.